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ECONOMIA

La nota dell'agenzia di rating

L'agenzia Fitch taglia le previsioni di crescita della zona Euro: Italia da 1.1% a 0.3% nel 2019

Il nostro è il Paese che frena di più assieme alla Germania (dall'1,7% ad appena sotto l'1%). Per l'agenzia di rating fattori esterni e interni potrebbero portare a un ulteriore crescita delle tensioni. "La Bce potrebbe prorogare il Quantitative Easing"

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L'agenzia di rating Fitch taglia le stime di crescita dell'Eurozona nel 2019 dall'1,7% all'1% sottolineando come "negli ultimi mesi i dati sull'attività economica dell'Eurozona si sono deteriorati in modo più drastico che in altre parti del mondo".

L'Italia è il Paese che frena di più, con le previsioni sul Pil ridotte dall'1,1% allo 0,3%, assieme alla Germania (dall'1,7% ad appena sotto l'1%).

Per la Francia la revisione è dall'1,7 all'1,4% e per la Spagna dal 2,3 al 2,1%.

L'analisi di Fitch
"Se diversi fattori transitori sono in parte da biasimare, questi non possono spiegare l'ampiezza e la profondità della frenata. Piuttosto, riteniamo che il rallentamento è stato in primo luogo il risultato del deterioramento nell'ambiente esterno con la bilancia commerciale che da elemento favorevole è diventata un elemento negativo" ha commentato il capo economista di Fitch, Brian Coulton.

Fattori esogeni ed endogeni
Sotto questo punto di vista, per Fitch, "il rallentamento domestico della Cina ha giocato un ruolo particolarmente importante" considerato che l'apertura e la grande esposizione della Germania verso Pechino rende la più grande economia europea "più vulnerabile al rallentamento del ciclo domestico e alla domanda di import" del colosso asiatico. All'indebolimento degli indicatori esterni "non ha corrisposto quello delle economia domestica", con "la performance del mercato del lavoro che resta forte, sostenendo i redditi delle famiglie, le politiche monetarie che restano di sostegno, le condizioni dei prestiti bancari accomodanti e il credito alle famiglie che continua a crescere". "Solo in Italia abbiamo avuto evidenze" del fatto che in qualche modo "la disponibilità di credito si è fatta più rigida".

Il peggio (forse) deve ancora venire
Fitch vede ulteriori rischi al ribasso delle sue stime da "un escalation delle tensioni globali sul commercio, da un più profondo rallentamento della Cina, da un disordinato no-deal nella Brexit o da un aumentata incertezza correlata alle tensioni politiche domestiche". In ogni caso secondo l'agenzia di rating "il deterioramento delle prospettive di crescita e le declinanti aspettative di inflazione spingeranno la Bce a considerare il riavvio dell'acquisto di asset".

L'avanzamento degli euroscettici aumenta le tensioni
 "La prospettiva di un'avanzata delle forze euroscettiche potrebbe aumentare le tensioni dei mercati finanziari, danneggiare la fiducia e ridurre gli investimenti", sottolinea l'agenzia di rating. "Matteo Salvini, vice primo ministro italiano, ha cercato alleanze politiche con altri leader europei per formare un grande blocco euroscettico all'interno del Parlamento europeo. Sebbene questo blocco probabilmente aumentera' di importanza, sarebbe comunque una minoranza".

La Bce potrebbe prorogare il Quantitative Easing
 "Il deterioramento delle prospettive di crescita e il calo delle aspettative di inflazione potrebbero spingere la Banca centrale europea a considerare il riavvio degli acquisti di asset, cioe' il Qe", argomenta Fictch. "Ci aspettavamo gia' che la Bce ritardasse l'inizio della sua normalizzazione delle politiche, sia in termini di tassi di interesse che di riduzione del bilancio, ma ora crediamo che" l'Istituto "prendera' seriamente considerazione il riavvio degli acquisti di asset relativamente presto", ha spiegato Robert Sierra, Director del team Economics di Fitch. Infine l'agenzia di rating prevede che la Banca centrale annuncera' anche un'operazione di rifinanziamento a lungo termine da uno a due anni (Ltro) a marzo per sostituire il programma Tltro2 attuale. 

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