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SPORT

L'uomo riservato e il grande campione

Calcio. Alex Del Piero, un concentrato di talento e fair play

Sei scudetti con la Juve, una Champions League, una Coppa intercontinentale, 315 reti nelle competizioni per club, di cui ben 290 alla Juve. Non solo talento per realizzare tutto questo, ma anche una serie di caratteristiche umane che non tutti i giocatori possiedono. Una moglie e tre figli, sempre lontano dai riflettori

Alessandro Del Piero
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di Cristina RaschioRoma Trecentoquindici reti nei club, di cui 290 alla Juve, una al Padova e 24 al Sydney. Ventisette reti nella Nazionale maggiore. Per non parlare del suo ricchissimo palmares che comprende, tra gli altri, sei scudetti, una Champions League, una Coppa intercontinentale e un Campionato del mondo con la nazionale di Lippi nel 2006. Per poter fare tutto questo non basta il talento, ma ci vuole un un mix di caratteristiche umane e di fair play che non tutti hanno, ma che Alessandro Del Piero possiede. Mai una parola fuori posto, il rispetto incondizionato per lo sport e per l’avversario.

Alessandro Del Piero il calciatore e l'uomo: quello che non è mai stato intaccato dalle critiche, nemmeno ai tempi di Calciopoli e della Triade, quel 'pasticciaccio' che portò alla retrocessione della Juve in serie B nella stagione 2006-2007. Quella retrocessione che Del Piero accettò, a testa bassa, continuando ad essere la bandiera bianconera. Questo è forse ciò che più di ogni altra cosa gli è riuscito: essere riconosciuto, l’umiltà, il senso di appartenenza alla bandiera che in pochi hanno.

Un uomo sempre schivo, geloso della sua privacy, mai visto a grandi appuntamenti mondani, sempre lontano dai riflettori. Il 12 giugno del 2005 sposa il suo amore della vita, Sonia Amoruso, da cui avrà tre figli: Tobias, Dorotea e Sasha. A celebrare le nozze, in una chiesetta sulla collina di Torino, nella piccola parrocchia di Mongreno, è stato Don Ciotti, allora fondatore e presidente del gruppo Abele, associazione di volontariato torinese.

Si parla tanto di fair play, di rispetto per l’avversario, di educazione, di attenzione ai valori dello sport e della vita. Tanti slogan, cartelloni, ma spesso pochi fatti. Alessandro Del Piero, però, ne è un esempio e ha sempre apprezzato chi, come lui, lo ha messo in pratica. Come il suo ex compagno di squadra Alessandro Birindelli, che l’anno scorso decise di interrompere una competizione della squadra giovanile del Pisa che allenava perché dagli spalti i genitori avevano iniziato a insultarsi. Al giudice sportivo non andò giù perchè era stato infranto un regolamento e quindi il Pisa andava punito: partita persa a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica. Del Piero gli fece i complimenti. Perché quello era fair play. Oggi sono quaranta, buon compleanno Alex.
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