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MONDO

"Se l'Amazzonia soffre, il mondo soffre"

Amazzonia, appello vescovi del Brasile: serve azione urgente per salvarla

"Non c'è più tempo per discorsi politici" dice la Conferenza Episcopale brasiliana

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di Tiziana Di Giovannandrea La Conferenza Episcopale del Brasile lancia un allarmato ed addolorato appello per il salvataggio dell'Amazzonia davanti al dramma della foresta devastata dagli incendi, che continuano senza fermarsi, chiedendo un' "azione immediata" perché "gli assurdi incendi e altre depredazioni criminali ora richiedono una presa di posizione adeguata e un'azione urgente".

La Conferenza Episcopale del Brasile in un documento inviato all'Agenzia Fides, l'organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie, avverte: "Non c'è più tempo per discorsi politici", esortando ad agire con prontezza ed efficacia per salvare il polmone verde del pianeta.

I vescovi del Brasile si rivolgono alle proprie autorità: "Il popolo brasiliano, i suoi rappresentanti e i suoi servitori hanno la maggiore responsabilità per la difesa e la conservazione dell'intera regione amazzonica". 

E poi: "E' urgente che i governi dei paesi amazzonici, in particolare il Brasile, prendano serie misure per salvare una regione chiave nell'equilibrio ecologico del pianeta: l'Amazzonia. Questo non è il momento delle discussioni sui giudizi o degli indugi in parole", ma di "alzare la voce" e ad assumere un atteggiamento profetico, prendendo esempio da Papa Francesco.

Nel testo si sollecitano tutti coloro che occupano posizioni di responsabilità in campo economico, politico e sociale dicendo: "Lasciateci essere guardiani della Creazione. Costruiamo insieme un nuovo ordine sociale e politico, alla luce dei valori del Vangelo di Gesù, per il bene dell'umanità, della Pan Amazzonia, della società brasiliana, in particolare dei poveri di questa Terra. Questo è indispensabile, per promuovere e preservare la vita in Amazzonia e altrove in Brasile. Nel dialogo lucido e nella comprensione, bisogna adesso alzare la voce", conclude il testo.

Ieri era stato il Consiglio Episcopale latino americano, che riunisce i vescovi dell'America latina e dei Caraibi, a lanciare un appello a tutto il mondo: "Esortiamo i governi dei paesi amazzonici, in particolare Brasile e Bolivia, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a prendere serie misure per salvare il polmone del mondo. Quello che succede all'Amazzonia non è solo un problema locale ma è di portata globale. Se l'Amazzonia soffre, il mondo soffre", sottolineava il comunicato del Celam inviato all'Agenzia Fides.

Bolsonaro: obbligo protezione, stop campagna disinformazione
"L'Amazzonia, nelle ultime settimane, ha attirato attenzione crescente dal Brasile e dal resto del mondo. La foresta amazzonica è una parte essenziale della nostra storia e della nostra nazionale. In virtù del mio background militare e della mia carriera pubblica, ho un profondo amore e rispetto per l'Amazzonia. La protezione della foresta è un nostro obbligo. Ne siamo consapevoli e stiamo lavorando per combattere la deforestazione illegale e tutte le altre attività criminale che mettono a repentaglio la nostra Amazzonia". Così il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, su Twitter in un video "messaggio al Brasile e al mondo sull'Amazzonia brasiliana e la campagna di disinformazione costruita contro la sovranità della nostra nazione".
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