Cultura

Negli ultimi anni si era dedicato a formare futuri cronisti

Giornalismo, addio a Mimmo Càndito

Il reporter di guerra de "La Stampa" aveva 77 anni

Mimmo Candito (ansa/facebook)

E' morto il giornalista Mimmo Càndito. Aveva 77 anni ed è stato ucciso da un tumore che si era ripresentato dopo essere stato sconfitto una prima volta. Càndito ne aveva parlato nel suo libro, "55 vasche".

"Spesso dimentichiamo di avere dentro di noi una forza che ci consente di affrontare le situazioni di crisi - aveva detto in un'intervista televisiva di 2 anni fa a Tv2000 -  che possono essere il cancro, come la guerra, e se recuperiamo dentro di noi questa forza riusciamo a ottenere cose che mai avremmo ritenuto possibili. Il cervello ha un potenziale altissimo".

Inviato di guerra per il giornale 'La Stampa', tra i più riconosciuti nel mondo, presidente italiano di Reporter senza frontiere, aveva raccontato tutti i conflitti più drammatici, dal Centro America, al Medio Oriente, all'Africa, alle Falkland. Dalle invasioni sovietica e americana dell'Afghanistan, ai bombardamenti Nato in Kosovo, alle tre guerre del Golfo. Autore di numerosi libri, negli ultimi anni aveva messo la sua esperienza al servizio dell'insegnamento per futuri giornalisti all'Università di Torino.

"Non vi chiedo di essere eroi - diceva ai giovani aspiranti cronisti del Master di Torino - vi chiedo di conservare fino all'ultimo per quanto potete la dignità della vostra figura e della vostra lettura della realtà. Ma difendetela, consapevoli che dovete pagare un costo".

Nato a Reggio Calabria, si era trasferito a Genova negli anni Sessanta, dove aveva mosso i primi passi nel giornalismo al quotidiano "Il Lavoro". Poi dal 1970 alla Stampa di Torino. Era sposato con Marinella Venegoni, firma di punta della critica e della cronaca musicale dello stesso giornale. E' stato direttore della rivista di libri "l'Indice".
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