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La 'risoluzione Sargentini'

Ungheria, l'Europarlamento approva procedura contro Orban. Budapest: dalla Ue vendetta meschina

L'assemblea ha approvato la risoluzione che chiede di aprire la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato in caso di violazione dei diritti fondamentali come democrazia, Stato di diritto e diritti umani. Ora decidono i leader

Il voto sul report Sargentini

Il Parlamento europeo chiede di aprire la procedura contro l'Ungheria per violazione delle norme sullo stato di diritto. L'assemblea ha approvato la risoluzione di Judith Sargentini sulla situazione in Ungheria, chiedendo di aprire la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato in caso di violazione dei diritti fondamentali come democrazia, Stato di diritto e diritti umani.

Il testo è stato approvato con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti Per attivare la procedura dell'articolo 7, che potrebbe portare a sanzioni, era necessaria una maggioranza dei due terzi dei voti espressi, oltre alla maggioranza assoluta dei deputati europei.

L'Europarlamento ha rilevato la minaccia "sistemica" ai valori dell'Unione europea da parte dell'Ungheria, approvando la risoluzione Sargentini, e ha dato luce verde all'attivazione dell'articolo 7 del Trattato. È la prima volta che il Parlamento europeo chiede così al Consiglio di pronunciarsi sulla situazione dello stato di diritto di un Paese membro.

Il commento della deputata Sargentini sui social media
M5S unico del suo gruppo Ue a votare contro Orban
Il movimento 5 Stelle è statol'unico all'interno del suo gruppo (Efdd) a votare in favore delle sanzioni all'Ungheria di Viktor Orban mentre gli europarlamentari della Lega, insieme a tutti gli altri componenti del gruppo Enf, hanno votato contro. È quanto si rileva dall'analisi dei voti espressi dall'assemblea di Strasburgo. La maggioranza del Ppe ha invece votato a favore. Solo 59 i contrari, tra cui Forza Italia, e 28 gli astenuti.

Budapest: dalla Ue vendetta meschina, stop ai migranti
"La decisione del parlamento europeo di adottare il rapporto Sargentini non è altro che una vendetta meschina dei politici pro-immigrazione, vendetta perché noi abbiamo provato che l'immigrazione può essere fermata". Lo ha detto il ministro degli esteri ungherese, Peter Szijjarto, commentando in una conferenza stampa la decisione del parlamento Ue di votare a favore delle sanzioni. "Stiamo esaminando le possibilità giuridiche per un ricorso, perché la votazione era irregolare non contando nella quota le astensioni", ha detto ancora. Secondo il ministro, dalle 69 affermazioni nel rapporto sullo stato di diritto in Ungheria, 13 si riferiscono ad affari già regolati in varie sedi dell'Ue, 19 si riferiscono ad affari nei quali è in corso un dialogo con la commissione, il resto, 37 affermazioni sono bugie, senza fondamento, che offendono l'Ungheria come nazione sovrana. Il ministro ha citato come esempio il fatto che  secondo il rapporto, in Ungheria c'è un antisemitismo forte, "ma non è vero", ha detto. Secondo analisti, invece, gli affissi del governo con il volto di George Soros, miliardario e filantropo americano, denunciato come "nemico pubblico dell'Ungheria", avevano incitato all'antisemitismo. Szijjarto ha negato anche le limitazioni alla libertà di stampa in Ungheria, denunciate dal rapporto e dai giornalisti ungheresi.
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