Sport

Coppa Italia, semifinale di ritorno

Juventus-Milan è la finale Battute Atalanta e Lazio

All'Olimpico, ci vogliono i rigori a oltranza per il 5-4 dei rossoneri, dopo lo 0-0 di tempi regolamentari e supplementari. Un rigore di Pjanić chiude il discorso qualificazione a favore dei bianconeri, già vittoriosi all'andata

Lazio - Milan (Ansa)

di Nicola Iannello

Il Milan ai rigori, la Juventus senza troppe apprensioni. Così le due squadre arrivano alla finale di Coppa Italia, il 9 maggio all’Olimpico di Roma. I rossoneri nel ritorno in casa della Lazio pareggiano 0-0 come all’andata sia al 90’ sia al 120’ e la spuntano solo ai tiri dal dischetto con un 5-4 dopo due rigori a oltranza. Allo ‘Stadium’ finisce 1-0 per i bianconeri come all’andata a Bergamo, una partita combattuta (sette ammoniti, tra cui il diffidato Chiellini che non disputerà la finale). I nerazzurri di Gasperini hanno onorato il match con la consueta combattività, ma nel doppio confronto non sono riusciti a segnare neppure un gol.
 
Lazio-Milan 4-5 dopo i calci di rigore (0-0 dopo i tempi regolamentari e i supplementari)
Davanti agli occhi del ct della Nazionale Gigi Di Biagio si sfidano due squadre in forma. La partita è vivace con molte occasioni ma anche molti errori. Maglia blu per la Lazio, bianca da trasferta per il Milan. Nessun turnover di Coppa. Inzaghi fa tornare titolari De Vrij, Parolo e Luis Alberto tenuti a riposo in campionato contro il Sassuolo: nel 3-5-2, lo spagnolo è a sostegno della punta Immobile. Gattuso propone la stessa formazione che ha battuto la Roma: 4-3-3, con  Suso, Cutrone e Çalhanoğlu nel tridente offensivo. 

L’avvio è di marca laziale. La prima occasione parte dai piedi di Lulić dalla sinistra, Immobile ci mette la testa e Donnarumma deve volare per mettere in angolo. Sugli sviluppi del corner, Milinković-Savić sfonda a sinistra e calcia a rete, ma il portiere rossonero chiude coi piedi. Milan troppo timido che quasi capitola su un rinvio sbagliato di Rodriguez intercettato da Milinković-Savić che cerca il tiro di precisione, a lato di poco. Fiammata rossonera con Suso che ai 20 metri libera il sinistro, Strakosha respinge. Fronte Lazio, arriva al tiro anche Caceres, ma una deviazione fa terminare il pallone comodamente tra le mani di Donnarumma. Stessa cosa accade al tentativo di Lucas Leiva. Su posizione di Çalhanoğlu, serie di rimpalli in area laziale su cui Cutrone tenta la zampata senza centrare la porta. Comincia a giocare il Milan, che inizia a mettere il pallone in area biancoceleste. Un attimo di disattenzione potrebbe costare caro ai rossoneri: su palla lunga inseguita da Immobile, Donnarumma lascia sfilare il pallone verso il fondo, ma l’attaccante della Lazio riesce a raggiungerlo prima che esca e per poco non beffa il portiere rossonero. Il quale si riscatta opponendosi allo stesso Immobile entrato in area da sinistra.
 
All’inizio della ripresa, in ripartenza Çalhanoğlu arriva al tiro ma non impensierisce Strakosha. Pensieri in più gliene dà Calabria innescato da Suso: il portiere albanese deve spendere tutti i suoi riflessi per deviare la bomba del terzino rossonero. Poi è il solito Çalhanoğlu ad andare al tiro invece di servire Cutrone. Il Milan cresce alla distanza, ma al contrario di quanto accaduto domenica contro la Roma non trova il gol. La Lazio ci prova nel finale del secondo tempo, ma senza troppa convinzione. Si va ai supplementari.
 
Oltre il 90’, apre le ostilità Immobile con un tiro forte ma troppo centrale. Inzaghi mette Lukaku per Marušić. Al 96’ nel Milan Montolivo per Kessié. Al 97’ Çalhanoğlu su punizione deviata dalla barriera costringe Strakosha alla deviazione in tuffo. Sull’angolo, in mischia Romagnoli di testa sfiora il gol. Il secondo tempo supplementare inizia con una scivolata di Romagnoli per fermare il lanciatissimo Milinković-Savić. Al 108’ ultimo cambio nel Milan: Borini per Suso. Al 118’ la squadra di Gattuso spreca l’occasione più grossa della partita: Kalinić solo davanti a Strakosha calcia sopra la traversa.
 
Ai rigori Immobile segna, Ridriguez parato; Milinković-Savić parato, Montolivo parato; Lucas Leiva parato, Bonaventura segna; Parolo segna, Borini gol; Felipe Anderson segna, Borini segna; si va a oltranza: Lulić segna, Çalhanoğlu segna; Luiz Felipe tira alto, Romagnoli segna il rigore decisivo. Come domenica, all’Olimpico fa festa il Milan.
 
Juventus-Atalanta 1-0
Nevischio sullo ‘Stadium’, ma la partita si gioca, al contrario di domenica pomeriggio. Allegri schiera il 4-3-3 con Alex Sandro nel tridente insieme a Douglas Costa e Mandžukić che torna a fare la punta centrale in assenza dell’infortunato Higuain; in panchina si rivedono Dybala e Höwedes. Gasperini risponde con un 3-4-1-2: in difesa, Mancini preferito a Palomino al posto dello squalificato Toloi; Cristante dietro alle due punte Iličić e Gomez.
 
Partono bene i nerazzurri, tenendo bene il campo. Su cross di Iličić, Gomez batte a rete, para Buffon. Grande occasione per Mandžukić che di fisico arriva in area avversaria tra Caldara e Masiello, con un dribbling a rientrare libera il destro ma trova l’opposizione di Berisha. Prima dell’intervallo, ci prova anche Asamoah tutto sulla sinistra, la sua botta termina sull’esterno della rete.
 
In avvio di ripresa, Juve subito pericolosa con un’iniziativa di Marchisio che costringe Berisha alla respinta di pugno. Sull’altro fronte, incursione del Papu contrastato da Lichtsteiner, il pallone si spegne tra le mani di Buffon. Cominciano i cambi. Gasperini mette Cornelius per Iličić al 64’. L’Atalanta ha subito la palla per segnare: Gomez calcia da poco entro la metà campo bianconera con Buffon fuori dai pali e proprio uno dei pali impedisce il vantaggio orobico. Ma anche la Juve colpisce un legno: Douglas Costa centra la traversa con un tiro dal limite dell’area. Allegri avvicenda Marchisio con Khedira (68’). Al 74’ rigore per i padroni di casa: su cross di Lichtsteiner da destra, Mancini entra in contatto con Matuidi, per Fabbri c’è fallo, tra le proteste dei giocatori atalantini; dal dischetto Pjanić fa andare a terra Berisha e segna con un destro centrale (75’). Gasperini toglie Mancini e inserisce Rizzo (76’). All’83’ si vede Dybala al posto di Douglas Costa; poi Allegri si copre con Barzagli per Alex Sandro (85’). Gasperini gioca la carta Barrow, attaccante della Primavera, che rileva Freuler all’87’. Buffon non corre mai rischi e lo ‘Stadium’ festeggia.
Informativa breve

Il sito Rai utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata, per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi e se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui - Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.