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Borsa: Wall Street apre contrastata, giù Nasdaq. Vendite ma senza panico in Europa

Perdono i futures sugli indici Usa. Europa positiva con Wall Street, Milano negativa.Fitch: da vittoria Trump nessuna implicazione su rating.

Borsa di Milano

Wall Street apre contrastata e poco mossa dopo l'elezione di Donald Trump alla presidenza Usa. Il Dow Jones sale dello 0,41% a 18.407,28 punti, il Nasdaq cede lo 0,11% a 5.187,79 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,32% a 2.135,56 punti. I futures sugli indici statunitensi si muovono in deciso calo. 

Inversione di segno per le Borse europee dopo l'apertura contrastata di Wall Street. L'effetto Donald Trump, con il calo dei mercati dopo l'elezione del magnate alla presidenza degli Stati Uniti, sta quindi svanendo nel corso della seduta. Hanno invertito direzione e ora crescono Londra (+0,6%), Parigi (+0,3%) e Francoforte (+0,4%). Mosca continua a salire (+2,1%). Milano (-1,2%) e Madrid (-1,5%) sono le uniche Piazze negative.

 Non c'è stato il temuto panic selling in mattinata sulle Borse europee. Dopo un avvio al cardiopalma con previsioni di cali del 4% e una raffica di titoli che a Milano non riusciva a far prezzo, i cali si sono limitati al 2% e anche se l'azionario resta sotto tiro e si preferiscono i beni rifugio come oro e yen, i segnali sui mercati non sono quelli da sell off che si temevano.

Continua a mantenersi in terreno positivo solo la Borsa russa, che sale dell'1,47%. 

I futures sugli indici Usa che in mattinata perdevano il 5% calano ora di circa 2 punti percentuali e anche le Borse europee si muovono in questo ambito, con le periferiche maggiormente penalizzate. Al giro di boa della seduta Parigi cede l'1,3%, Francoforte l'1,2% mentre Londra che era passata anche in territorio positivo in mattinata cede uno 0,5% sostenuta dai titoli minerari come Fresnillo (+8,6%), Randgold (+7,4%) e Antofagasta (+4,16%) che beneficiano del rialzo dell'oro tornato oltre i 1300 dollari l'oncia.

Salgono anche i farmaceutici (in evidenza anche nel pre-Borsa Usa) che erano stati molto penalizzati di recente dalle dichiarazioni di Hillary Clinton che aveva detto di voler calmierare i prezzi dei farmaci: a Londra salgono del 7% le Hikma Pharmaceuticals, mentre a Zurigo (l'unico listino europeo in positivo a +0,84%) Actelion e Novartis balzano del 4%. Più penalizzate le Borse periferiche con Milano in calo del 2%, Madrid del 2,3% e Lisbona del 2,14%, appesantite dai cali dei titoli bancari. Il Bbva, molto esposto in Messico, a Madrid perde oltre l'8%. A Piazza Affari cali di oltre 4 punti per Mps, Banco Popolare e Bpm, male tutte le altre banche. Penalizzati i titoli molto esposti negli Usa come Fca (-3,7%) in linea col comparto auto europeo.

Gli acquisti premiano le costruzioni, dopo le dichiarazioni di Trump, con Buzzi Unicem che sale del 4,4%. Corre anche Leonardo Finmeccanica (+4%) insieme ad altri titoli della difesa europei come Bae System (+4%) sulla scia delle dichiarazioni del presidente Usa che in campagna elettorale ha detto di voler aumentare gli investimenti nel settore. Corre anche la farmaceutica Recordati (+2,5%), in verde anche Tenaris (+2%) e Saipem (+1%). Fuori dal listino principale premiate le Cti Biopharma (+12%) e le Bb Biotech (+8%) con il settore pharma, così come le Salini Impregilo (+7%) che beneficiano delle opportunita' negli Usa.

Sul mercato valutario il dollaro ha recuperato terreno dopo le forti perdite registrate nella notte: l'euro dollaro era arrivato a sfiorare 1,13 ma quota ora 1,1048 mentre il dollaro/yen è a 114,4. E' passato in positivo il prezzo del petrolio, che era in forte calo in mattinata: i contratti sul Wti dicembre sono piatti a 44,96 dollari al barile mentre quelli sul Brent scadenza gennaio sono in rialzo dello 0,13% a 46,11 dollari al barile.

Tokyo, tracollo Nikkei (-5,36%) 
Quello che si presentava come un rally degli indici azionari in Asia, in concomitanza con la ipotizzata vittoria di Hillary Clinton, si è trasformato in un crollo di proporzioni paragonabili al referendum sulla Brexit di giugno: a Tokyo l'indice Nikkei ha lasciato sul terreno il 5,36%, a quota 16,251.54 con una perdita di 919 punti, mentre si avvicina sempre di più la probabilità che Donald Trump diventi i prossimo presidente Usa. Lo yen, considerata valuta rifugio, si è apprezzato fino a guadagnare il 3% sul dollaro.

Fitch,da vittoria Trump nessuna implicazione su rating  
La vittoria di Donald Trump è negativa per i conti pubblici americani, ma non ha implicazioni nel breve termine sul rating degli Stati Uniti. Lo afferma l'agenzia Fitch.

 
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