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Ragazzi che passano meno tempo online sono più felici

L'università della Georgia negli ultimi 5 anni ha studiato gli effetti dei device connessi al Web sulla psiche di ragazzi fra i 13 e i 18 anni

Giovani, smartphone, millennials (Gettyimages)

Smartphone, tablet e più in generale Internet stanno contribuendo a formare generazioni di ragazzi infelici, poco convinti di sé e dei propri mezzi. È quanto emerso in uno studio condotto tra il 2012 e il 2017 dall'Università della Georgia su un campione di 1,1 milioni di ragazzi americani di età compresa tra i 13 e i 18 anni. La ricerca, tra le più autorevoli condotte negli Usa, si è concentrata sugli effetti che la distribuzione dei nuovi device connessi ad internet e dei social network ha avuto sulla psiche degli adolescenti e sulla loro capacità di essere soddisfatti delle attività che svolgono. In un mondo dove la differenza tra online e offline si sta gradualmente cancellando, i ricercatori partono proprio da una distinzione netta tra attività svolte nel mondo reale e in quello digitale per capirne gli effetti.
 
Il loro studio, pubblicato lunedì 22 gennaio sulla rivista Emotion mette in stretta relazione diffusione degli smartphone, soprattutto dal 2012, e l'aumento dei disagi tra gli adolescenti. L'obiettivo era comprendere quanto il boom dei device mobili abbia compromesso la stabilità psicologica e la felicità degli adolescenti. Il metodo usato dagli scienziati è stato quello delle interviste singole, su larga scala. Agli adolescenti è stato chiesto quanto una serie di attività li rendevano felici o meno, in egual misura tra attività online e offline: sport e esercizio fisico, interazioni reali con amici e coetanei, attività religiose, leggere giornali e riviste su carta, fare i compiti, da un lato; navigare in internet, giocare ai videogame, usare i social media, chattare via testo e con video, guardare la tv e leggere le news online dall'altro.
 
A ogni domanda su una specifica attività erano attribuite delle risposte che andavano dalla totale soddisfazione emotiva e personale, alla sensazione di non essere per niente soddisfatto né adatto a quel tipo di attività.
 
Queste risposte poi sono state incrociate con quelle sul tempo impiegato dai ragazzi in quelle attività. Il dato che hanno ottenuto gli scienziati è che più tempo si passa in attività online, più si è insoddisfatti del tempo speso in quella attività. Navigare in internet risultata essere l'attività più frustrante, seguita dai video game, i social e le chat. Anche leggere notizie online e guardare la tv crea disagio agli adolescenti.
 
Di contro, le attività che più sembrano soddisfarli, quelle in cui si sentono più bravi e danno loro più soddisfazione sono in modo crescente fare i compiti a casa, leggere giornali e magazine cartacei, le attività religiose, vedersi con in propri amici e coetanei e su tutti lo sport e l'attività fisica.
 
Stando al tempo speso online, i meno felici, secondo lo  studio, sono quelli che spendono 40 o più ore a settimana su internet e social media. Quelli che invece spendono più di 5 ore al giorno al cellulare sono in genere due volte più infelici e insoddisfatti di chi spende al massimo un'ora al giorno.
 
Invece i ragazzi più felici sono quelli che spendono più tempo con i loro amici rispetto alla media. E meno tempo della media lo spendono sui social network. Al tema della felicità è legato quello dell'autostima, che sembra essere crollata dopo il 2012 tra gli adolescenti. Il 2012, anno del primo campione analizzato, è quello in cui per la prima volta la diffusione di smartphone e tablet ha superato il 50% degli adolescenti americani. Sono diventati il 73% nel 2015 e l'89% nel 2016. All'aumentare della diffusione di questi device, conclude la ricerca, aumentano anche infelicità e insicurezza.
 
Eppure un dato ci ricorda che internet e smartphone non sono per forza il male assoluto. I ricercatori hanno infatti evidenziato nel loro report che i ragazzi che spendono online tra l'1 e le 5 ore a settimana, sono un po' più felici di quelli che non hanno alcun accesso a rete e social network.
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