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Il progetto Dragonfly

Google, protesta dei dipendenti contro Dragonfly, il motore di ricerca ad hoc per la Cina: "Censura"

Una lettera firmata da più di 1000 dipendenti contro il progetto dell'azienda che vorrebbe mettere a punto un motore di ricerca volto a soddisfare la censura cinese. "Questioni morali ed etiche urgenti"

280416 Google Global Mobile Internet Conference GMIC Pechino (AP/Andy Wong, File)

Oltre mille dipendenti di Google hanno espresso in una lettera la loro contrarietà al piano segreto per mettere a punto un motore di ricerca volto a soddisfare la censura cinese. Lo ha rivelato uno dei promotori dell'iniziativa che ha chiesto di restare anonimo. Nella lettera si richiamano i dirigenti a rivedere i criteri etici e di trasparenza nelle politiche aziendali.

I firmatari lamentano la mancanza di informazioni fornite agli impiegati affinché questi possano "fare le loro scelte etiche nell'ambito del loro lavoro", e che la notizia del progetto 'Dragonfly' sia giunta loro attraverso i media. .  A firmare la lettera sono stati 1.400 addetti e la missiva è circolata nel sistema interno di comunicazione di Google. Secondo la lettera il progetto di Google e l'apparente intenzione dell'azienda di favorire le richieste della censura cinese "sollevano questioni morali ed etiche urgenti".

"Attualmente - è scritto nella lettera - non abbiamo le informazioni che servono per poter prendere decisioni etiche sul nostro lavoro". L'obiettivo di Google è quello di poter riconquistare il ricco mercato cinese. Gli addetti della società chiedono più trasparenza su questi progetti in modo da poter comprendere le implicazioni morali del loro lavoro. Google ha ritirato otto anni fa il suo motore di ricerca dalla Cina a causa delle pressioni della censura e degli hacker. 

La lettera ricalca quella scritta contro il progetto Maven, un contratto militare con gli Stati Uniti che Google ha poi deciso, nel giugno scorso, di non rinnovare.

La replica dell' ad: non siamo vicini al lancio del prodotto
L'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha cercato di contenere il malcontento dello staff del gruppo, spiegando ai dipendenti che la società non è "vicina" al lancio del prodotto. Lo rivela il Financial Times. "Non siamo vicini al lancio di un prodotto di ricerca in Cina - ha detto Pichai ai dipendenti in un incontro di cui alcune fonti hanno reso noto i contenuti - E se lo faremo, o potremmo farlo, è tutto ancora molto poco chiaro. La squadra che è stata creata è in una fase di esplorazione. Penso che stiano esplorando molte opzioni".
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