Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/angeli-della-rivoluzione-ai-tempi-di-stalin-premio-alla-carriera-ad-aleksej-fedorcenko-61f7bbdd-740b-45a9-a9f7-539dd37a7390.html | rainews/live/ | (none)
SPETTACOLO

Festival del Film

Angeli della rivoluzione ai tempi di Stalin, premio alla carriera ad Aleksej Fedorcenko

Dalla Germania arriva il mélo d'epoca Phoenix. L'americano Brad Anderson porta al festival un film prodotto da Mel Gibson, Stonehearts  Asylum, ambientato in un ospedale psichiatrico del 1899

Aleksei Fedorchenko (Archivio Ansa)
Condividi
di Laura Squillaci e Stefano Masi È la settima giornata del Festival Internazionale del Film di Roma e l'evento clou è il premio alla carriera al russo Aleksej Fedorcenko.
 
Il talento ribelle del cinema russo riceve un riconoscimento che parla di futuro. Al festival presenta - in anteprima mondiale - il suo ultimo lavoro, "Angeli della Rivoluzione", ambientato in piena epoca stalinista. Tratto dai racconti di Denis Osokin, mette in scena lo scontro fra differenti culture all'interno dell'Unione Sovietica. Tutto comincia con cinque artisti dell'avanguardia, spediti a fare agit-prop nella più remota periferia dell'impero...

Dalla Germania arriva il mélo d'epoca Phoenix, nel quale il regista Christian Petzold ritrova la sua musa Nina Hoss. Una donna sopravvissuta ad Auschwitz ma dal volto sfigurato dubita di essere ancora amata dal marito. E le umane miserie del dopoguerra le offrono l'occasione giusta per verificarlo.

L'americano Brad Anderson porta al festival un film prodotto da Mel Gibson, "Stonehearts Asylum", ambientato in un ospedale psichiatrico del 1899, nel quale però vengono adottati metodi di cura illuminati e moderni che non prevedono la segregazione dei pazienti. Il cast è veramente stellare: Michael Caine, Ben Kinglsley e Kate Beckinsale.

In scarpe da ginnastica impreziosite da strass sul red carpet di ieri è passata la bellezza leggera e effimera di Geraldine Chapline. Sulle note di una canzone spagnola, tratta dal film che porta a Roma "Dolares de arena", ha danzato leggera, gli occhi vispi, una somiglianza impressionante con il padre, il celebre Charlot.

Alle 18 al Teatro Studio Gianni Borgna l'attrice de "Il dottor Zivago" o "Rapina al Sole", interprete per registi che hanno fatto la storia del cinema come Robert Altman, James Ivory, Martin Scorsese, si racconta al pubblico. Settantanni di vita, settantanni di grinta, settantanni che si manifestano solo per le rughe sul volto.
Condividi