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ITALIA

Associazione a delinquere e corruzione

Appalti Anas, rischiano il processo 40 persone e 15 società

La "Dama Nera" ha raccontato ai magistrati tutti i dettagli di un sistema di corruzione ben oliato all'interno dell'Anas spa, con un fiume di denaro che lei e i suoi dipendenti più fidati incassavano da imprenditori interessati ad aggiudicarsi appalti

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Dirigenti, esponenti politici, funzionari, imprenditori grandi e piccoli. E' un elenco che non lascia fuori quasi nessuna categoria quello stilato dalla Procura di Roma nell'atto formale di chiusura delle indagini sugli appalti dell'Anas, vicenda che portò nell'ottobre 2015  e poi nell'aprile successivo all'emissione di diverse ordinanza di custodia cautelare.

In base all'atto firmato dai pm Maria Sabina Calabretta e Mariarosaria Guglielmi) si contano 40 persone fisiche e 15 società, in base alla legge 231/2001. Si contestano i reati, a seconda delle singole posizioni, di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta.

Sotto accusa ci sono l'ex responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas Antonella Accroglianò, ed altri quattro ex dell'azienda: Oreste De Grossi, Antonino Ferrante, Sergio La Grotteria e Giovanni Parlato.

Antonella Accroglianò, la cosidetta Dama Nera ha raccontato ai magistrati tutti i dettagli di un sistema di corruzione ben oliato che aveva creato all'interno dell'Anas spa, con un fiume di denaro (per centinaia di migliaia di euro) che lei e i suoi dipendenti più fidati incassavano da imprenditori interessati ad aggiudicarsi appalti o a vedersi sbloccati i tanti  contenziosi con un occhio di riguardo per quelle ditte 'amiche' che vincevano le gare senza grossi problemi, battendo la concorrenza di quelle ritenute 'nemiche' perché estranee al meccanismo illecito. Adesso nei confronti di Antonella Accrogliano', gia' responsabile del Coordinamento Tecnico Amministrativo di Anas, considerata 'un vero e proprio deus ex machina all'interno del sodalizio criminoso', la Procura di Roma ha concluso le indagini, passo che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.

I pm Maria Sabina Calabretta e Mariarosaria Guglielmi hanno chiuso gli accertamenti anche nei confronti di altre 39 persone, più 15 società e imprese che rispondono di illeciti amministrativi per violazione della legge 231 del 2001, forti della prova (ormai cristallizzata in sede di incidente probatorio) maturata dalle dichiarazioni rese dalla ex funzionaria pubblica raggiunta da due misure cautelari, tra l'ottobre del 2015 e il marzo del 2016. 
 
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