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ITALIA

"Verona città della vita"

Approvata mozione contro l'aborto del comune di Verona, c'è anche il voto della capogruppo Pd

Carla Padovani vota a favore dello stanziamento di fondi alle associazioni cattoliche per iniziative contro l'aborto: "Ho votato secondo coscienza" si difende. Martina: "Grave errore". Gli fa eco la vicepresidente Pd Barbara Pollastrini: "Dovrebbe chiedere scusa, scelta lontana dalla cultura delle donne e dei progressisti"

La protesta in Aula delle attiviste di 'Non una di meno'
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Verona "città a favore della vita": a proclamarlo è una mozione approvata nella notte dal consiglio comunale del capoluogo veneto che stanzia fondi a favore delle associazioni cattoliche per iniziative contro l'aborto.

La mozione, sottoscritta anche dal sindaco sostenuto dal centrodestra, Federico Sboarina, ha avuto solo sei voti contrari e ben 21 a favore, tra cui quello della capogruppo del Pd, Carla Padovani. Oltre ai finanziamenti ad associazioni e progetti che operano nel territorio, la mozione promuove il progetto della regione Veneto "Culla Segreta" che permette a una donna di partorire in modo riservato, restando anonima, e di non riconoscere il neonato alla nascita, che sarà inserito in una famiglia adottiva idonea, scelta dal Tribunale dei Minorenni.

Martina: "Grave errore della nostra capogruppo"
"Giudico un grave errore il voto della capogruppo". Così il segretario del partito democratico Maurizio Martina boccia il voto a favore della mozione di Carla Padovani. "Con chiarezza: la legge 194 a difesa delle donne e della maternità consapevole non si tocca" aggiunge, ammonendo: "Chi vuole ricacciare il paese nel passato degli aborti clandestini deve sapere che tutto il Pd si è battuto e si batterà sempre per difendere questa conquista di civiltà a tutela della libertà e della salute delle donne". "Non puo' esserci nessuna ambiguità su questo punto -avverte il segretario Pd - tanto più oggi di fronte alle provocazioni di alcuni esponenti della maggioranza di governo che immaginano per l'Italia un ritorno al Medioevo".

Pollastrini: voto lontano da cultura donne e progressisti
"L'approvazione della mozione da parte del consiglio comunale di Verona rappresenta un simbolico e concreto grave passo indietro rispetto a una legge seria e importante come la 194. Purtroppo a favore della proposta leghista si è espressa anche la capogruppo del Pd: io penso che dovrebbe chiedere scusa. Evidentemente non ha la consapevolezza del proprio ruolo di rappresentante del Partito Democratico. La sua scelta è lontana dalla cultura delle donne, dei progressisti e del Pd. La cosa amareggia e preoccupa: e' un fatto grave che non deve ripetersi". Lo afferma Barbara Pollastrini, vicepresidente del Partito Democratico.

Cirinnà: "Sono schifata, il Pd sia di sinistra"
"Sono esterefatta e schifata che a Verona la capogruppo del Pd abbia votato una mozione contro la legge 194- afferma la senatrice Pd, fautrice della legge sulle unioni civili- Va bene gli appelli all'unità, ma se l'unità deve essere un fritto misto, un mettere insieme questo e quello io non ci sto. Il Pd deve essere un partito fieramente di sinistra".

Padovani: "Voto di coscienza, Pd poco chiaro su 194"
"Ho votato a favore perché sono favorevole a qualsiasi iniziativa a sostegno della vita. La vita un valore universale e come tale dovrebbe essere retaggio non di un singolo partito ma di tutte le formazioni politiche". Nel pieno della bufera politica e con le donne del Pd che ne chiedono le dimissioni la capogruppo Pd spiega alla Tv della Cei perché ha dato il suo ok alla mozione antiabortista proposta dalla Lega. E' sorpresa Padovani, "non mi aspettavo tutte queste polemiche - dice- Sull'aborto è un fatto di coscienza. Sulla 194 non mi pare che ci sia una linea chiara del partito".

Padovani:  dalla Margherita all'Udc, anti-aborto e anti-gay
Una militanza nella Margherita, l'elezione come consigliera di maggioranza nel 2002, qualche anno lontana dalla vita politica e poi un ritorno nei ranghi dell'Udc per cui si era presentata alle comunali del 2012, non riuscendo pero' a guadagnare una poltrona in Consiglio comunale. Infine l'elezione nelle fila del Partito Democratico nel 2017 all'opposizione dell'amministrazione Sboarina.

Un voto prevedibile
Carla Padovani non sembra aver mai nascosto le sue idee. Ma era quindi prevedibile quel voto in aperto dissenso nei confronti del suo partito? "Era perfettamente prevedibile - ha spiegato il deputato Pd veronese Vincenzo D'Arienzo - giaà a marzo, pochi giorni prima delle elezioni, quando era candidata in Consiglio, aveva chiesto di essere tolta da un video promozionale organizzato dal suo circolo perché in quel video prendeva la parola anche un gruppo di persone omosessuali e già in quell'occasione erano state chieste le sue dimissioni". Dimissioni ribadite anche dallo stesso D'Arienzo, il primo ad averle chieste oggi. "Il problema non sono le sue idee perché ci può stare anche un dissenso, ma se sei il capogruppo serve anche una certa intelligenza politica" ha concluso. Fonti vicine al Consiglio comunale confermano, inoltre, che il voto sarebbe stato anticipato della stessa Padovani alla maggioranza di centrodestra, negando però le sue vere intenzioni al suo stesso partito.

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