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ECONOMIA

Stasera Cdm su Taranto e domani vertice con ArcelorMittal

Ex Ilva, Conte: "Se c'è disponibilità a discutere mi siedo al tavolo cento volte"

Il premier stringe i ranghi in vista dell'importante vertice di domani con i capi di Arcelor. Questa sera consiglio dei ministri su "cantiere Taranto" e dopo tutti a cena insieme per trovare una posizione forte e univoca. Da Arcelor Mittal si fa sapere che si spera in buoni progressi nell'incontro di domani

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Dopo il consiglio dei ministri di questa sera tutti a cena con Conte. L'invito del premier suona come un'esortazione a stringere i ranghi per preparare una strategia fattibile, e soprattutto condivisa da tutti, prima dell'incontro di domani con Arcelor Mittal. La strategia di Conte è semplice. La prima cosa che il premier metterà all'attenzione di Lakshmi Mittal e Aditya Mittal, padre e figlio, ceo e cfo di Arcelor Mittal, sarà la richiesta di togliere dal tavolo i cinquemila esuberi. A proposito dell'incontro di domani Conte ha detto: "Ben venga l'incontro di domani che, dico subito, potrebbe non essere risolutivo. Il presidente del Consiglio porterà ad ArcelorMittal una posizione molto chiara. Cosa farà Mittal non è ancora chiaro.  Abbiamo preso atto dell’atto di recesso e della iniziativa giudiziaria di Mittal a Milano. Per noi questo è inaccettabile, consegnare le chiavi dell'impianto e andarsene è inaccettabile. Se c'è da Mittal una disponibilità a discutere, a proseguire nel risanamento e a salvaguardare la produzione dell'impianto, mi siedo cento volte al tavolo”.

Il premier e i suoi 
Insieme a Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli verrà ribadito che l'azienda deve rispettare il contratto firmato solo un anno fa. Dalla sua, il governo ora ha l'azione delle procure che consente a Conte di chiedere ai Mittal se siano davvero convinti di poter cancellare senza penali il contratto, se abbiano messo in conto quanto potrebbero finire per pagare. Ad aggravare la situazione c'è il sospetto che ci sia stato dolo, ossia la volontà fin dall'inizio di abbandonare l'ex Ilva. Se il confronto si aprirà, il governo è pronto a mettere sul tavolo una quota di ammortizzatori sociali, sconti sugli affitti e sulle bonifiche, fino all'ingresso di Cdp nella società titolare degli impianti. Lo scudo penale per il governo sarebbe l'ultimo dei problemi. Conte avrà dalla sua anche delle soluzioni alternative che il governo ha vagliato (e continua a vagliare), a partire dalla nazionalizzazione "ponte" nell'attesa che si formi una nuova cordata. E se il 27 novembre il tribunale dichiarasse infondata la richiesta di recesso, il governo acquisterebbe più forza nella trattativa, che domani dovrà comunque avere uno sviluppo. 

Gruppo Mittal, domani speriamo in buoni progressi
Il gruppo ArcelorMittal "spera che l'incontro" di domani con il premier Giuseppe Conte "offra l'opportunità di fare buone progressi nella ricerca della soluzione alla difficilissima situazione in cui si trova l'Ilva". Fonti vicine al gruppo sottolineano che Mittal sia "convinto di non aver fatto altro che esercitare ogni sforzo per implementare in buona fede tutti gli aspetti principali dei piani di risanamento industriale e ambientale" per l'acciaieria ex Ilva. ArcelorMittal, indicano ancora fonti vicine al gruppo, ritiene che l'incontro di domani a Palazzo Chigi possa essere un'occasione utile "per continuare le discussioni sul futuro dell'acciaieria ex Ilva dopo la rimozione delle garanzie legali che hanno reso impossibile o illegale per qualsiasi operatore produrre acciaio a Taranto". Il gruppo ritiene che sia poi "chiaro che per consentire all'Ilva di continuare a operare sarà necessario concordare un nuovo piano per la produzione di acciaio che sia accettabile per
tutti gli stakeholder". Sullo sfondo, "la difficilissima situazione in cui si trova l'Ilva a cui si aggiungono altre problematiche, come la chiusura ordinata dalla Procura di Taranto dell'altoforno due".

Stasera consiglio dei ministri su Taranto
Intanto questa sera in cdm si inizierà a discutere il "cantiere Taranto", quell'insieme di misure per la città che aiuteranno anche a dare lavoro ai dipendenti dell'ex Ilva che già sono in cassa integrazione. In questo progetto, che dovrebbe portare a un provvedimento unico, dovrebbero essere coinvolte anche le società partecipate da Cdp, come Terna e Fincantieri. 

Ancora guai giudiziari per Ilva
I pm Remo Epifani, Raffaele Graziano e Mariano Buccoliero hanno citato a giudizio per il 4 dicembre prossimo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Taranto, gli ex commissari straordinari di Ilva Enrico Bondi e Piero Gnudi e i direttori di stabilimento pro tempore Antonio Lupoli e Ruggero Cola per getto pericoloso di cose e attività di gestione di rifiuti non autorizzata contestati fino all'1 agosto 2015. Dopo due richieste di archiviazione, era stato il gip Vilma Gilli a disporre nuove indagini.

Fondazione Cariplo, no intervento Cdp
Un intervento della Cassa Depositi e Prestiti nella ex Ilva "non è possibile poiché le previsioni statutarie vanno in una direzione completamente diversa". Lo ha ribadito Giovanni Fosti, presidente della Fondazione Cariplo, che figura tra le fondazioni azioniste della Cdp."Non è contemplata - ha detto a margine di un evento a Milano a cui partecipa il premier Giuseppe Conte - la possibilità che Cdp intervenga su questa partita, considerato che lo statuto delimita il campo di intervento possibile".

Snam disponibile
Snam potrebbe investire fino a 40 milioni a Taranto nell'ambito di progetti per la transizione energetica. Lo ha detto l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, precisando che il Gruppo, "non opera nell'acciaio". Quello di Taranto, anche dopo l'annunciato addio di Arcelor Mittal è ,secondo Alverà, "un tema delicato, ci stiamo lavorando da mesi come su altre città, abbiamo incontrato gli amministratori locali mentre con Cdp ci sentiamo quotidianamente su tanti temi come con il Governo".

Le parole di Di Maio
"Questi devono restare in Italia, hanno firmato un contratto, li abbiamo trascinati in Tribunale". Così il ministro Luigi Di Maio, ospite a "L'Aria che tira" su La7, chiarisce la sua posizione sulla vicenda ex Ilva e sulle decisioni di Arcerol Mittal. "Adesso devono venire al tavolo, le aziende multinazionali devono rispettare i patti. Non credo sia un problema di scudo penale, questi se ne vanno da Polonia e Sudafrica e li non c'è lo scudo. Noi ci dobbiamo fare rispettare come Italia, ecco perché li abbiamo trascinati nei tribunali. ma se parli di nazionalizzazione, piano B, stai facendo un favore a loro" - aggiunto.  -, ha aggiunto.

Arrivano i soldi, ma il presidio resta
"L'azienda ha mostrato disponibilità, ha avviato i pagamenti e sono arrivati i primi bonifici. Nelle prossime 48 ore dovrebbero esserci tutte le valute dei pagamenti" nei termini definiti: "il 70% del fatturato agli autotrasportatori, il 100% delle fatture scadute all'indotto". Lo ha detto il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, dopo un incontro con la dirigenza di A.Mittal, a proposito dei pagamenti alle aziende dell'indotto che da 4 giorni protestano dinanzi alle portinerie dell'ex Ilva. "Il presidio davanti alla portineria C del siderurgico ArcelorMittal per ora resta dov'è, perché testimonia un disagio che continua a permanere nell'indotto appalto e perché la nostra situazione non si è del tutto risolta, ma le aziende fornitrici  stanno comunque assicurando la marcia degli impianti e l'attività delle stabilimento facendo anzitutto entrare le materie prime".

Cgil a Confindustria, rimuovere il blocco
''Confindustria e imprese rimuovano immediatamente i blocchi e mostrino quella maturità che questo pur difficilissimo momento richiede''. Sono le parole con cui il segretario generale della Cgil di Taranto Paolo Peluso si è rivolto a Confindustria e alle imprese dell'indotto sul perdurare del blocco davanti alle portinerie imprese dello stabilimento Arcelor Mittal. ''Avevamo offerto a Confindustria, insieme a Cisl e Uil, la possibilità di concordare azioni comuni - aggiunge Peluso. L'invito a muoverci assieme rivendicando anche la legittima richiesta delle imprese di essere pagate per i loro servizi, era inoltre un presupposto che ci avrebbe consentito di essere meno deboli, meno frammentati e traguardare obiettivi condivisi. E' evidente che la proposta è stata rifiutata''. 

Regione Puglia, vertice su indotto
Sulla crisi dell'indotto-appalto Arcelor Mittal di Taranto, la Regione Puglia ha convocato un incontro alle 15.30 di lunedì 25 novembre attraverso la task force occupazione. L'incontro servirà' anche a individuare misure di sostegno verso le imprese. Alla riunione parteciperà il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano. 
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