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MONDO

Usa, arrestato "crociato" 18enne: in casa fucili e munizioni

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A dieci giorni dalle stragi di El Paso e Dayton che hanno provocato trentuno morti, l'Fbi ha forse evitato un altro massacro: a Boardman, paese di 30mila abitanti in Ohio, e' stato arrestato Justin Olsen, 18 anni, che minacciava di sparare a vista ai poliziotti e fare una strage nei consultori. Nell'abitazione, dove Justin Olsen viveva con il padre, sono stati trovati quindici fucili, tra cui i famigerati Ar-15 usati spesso nelle stragi di massa, dieci pistole semi-automatiche e circa diecimila munizioni. Nella sua auto c'era un machete. Sul ragazzo gli agenti stavano indagando da febbraio, da quando avevano letto i suoi messaggi deliranti sul sito iFunny: sotto lo pseudonimo "ArmyofChrist", Esercito di Cristo, Olsen aveva lanciato slogan antiabortisti e ricordato le stragi compiute da estremisti di destra. Accanto al nickname, compariva l'immagine di un crociato medievale, simbolo in voga nella cerchia degli estremisti cristiani. I magistrati hanno autorizzato l'Fbi ad agire, gli agenti hanno fatto un blitz in casa del ragazzo, perche' dagli  ultimi suoi messaggi avevano capito che sentiva il bisogno di passare all'azione, ispirato dalle ultime stragi, una delle quali a Dayton, che dista dalla casa del ragazzo 400 chilometri. Il suo account aveva piu' di cinquemila followers prima che venisse sospeso. Agli agenti Olsen ha detto che i post erano solo un gioco e che i riferimenti ai massacri erano "conclusioni iperboliche basate sull'assedio di Waco", dove la polizia, nel '93, dopo cinquanta giorni di assedio a una setta religiosa di davidiani, diede fuoco al ranch. Nell'incendio morirono 76 persone, tra cui molti bambini. Nei post incriminati, Olsen prendeva spunto dalla strage per giustificare il fatto che bisognava "sparare a vista a ogni agente federale". Alla strage di Waco si ispiro' Timothy McVeigh, il terrorista di estrema destra che nel '95 a Oklahoma City fece saltare un edificio federale, provocando la morte di 168 persone. In un post, Olsen aveva definito quella strage un "valido metodo di cambiamento politico".
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