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MONDO

Argentina, sequestrati 400 chili di cocaina nell’ambasciata russa a Buenos Aires

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Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine di Argentina e Russia ha portato all’arresto di 5 persone sospettate di maxi traffico della cocaina dall’Argentina verso la Russia e la Germania. Tra gli arrestati un ufficiale della polizia argentina e due ex diplomatici in servizio presso l’ambasciata russa a Buenos Aires.

L’ufficiale della polizia argentina è il 35enne Ivan Blizniuk, di origine russa, linguista poliglotta che conosce russo, spagnolo, inglese, portoghese e ungherese. A causa delle sue conoscenze linguistiche svolgeva le funzioni di “ufficiale di collegamento” tra la polizia argentina e il Ministero dell’Interno russo. In realtà però era coordinatore delle transazioni tra i cartelli di narcotraffico e il personale in servizio presso l’ambasciata russa a Buenos Aires. Lo scopo era di stoccare una mega-partita di cocaina sul territorio della sede diplomatica russa per poi spedirla in Russia senza il controllo doganale come carico diplomatico.

L’inchiesta era partita un anno fa, quando l’ambasciatore russo in Argentina Viktor Coronelli e tre ufficiali dei servizi russi addetti al servizio di sicurezza all’ambasciata hanno avvisato i loro colleghi argentini di 16 valigie sospette stoccate nella scuola situata sul territorio dell’ambasciata russa. La verifica ha confermato che all’interno c’erano 389 chili di cocaina per il valore di mercato di 50 milioni d’euro.

La cocaina è stata sostituita con farina e dopo la spedizione come carico diplomatico a Mosca sono partiti gli arresti. Ivan Blizniuk è stato arrestato il 21 febbraio scorso all’aeroporto di Buenos Aires al ritorno da Roma. Al ritiro dei bagagli a Mosca sono stati arrestati Aleksandr Cikalo e Ali Abjanov, il primo sarebbe stato in passato autista dell’ambasciata russa a Buenos Aires e il secondo era addetto alla logistica.

Il capo della rete di narcotrafficanti sarebbe un uomo, presumibilmente di origine russa, residente ad Amburgo in Germania, con il nome in codice attribuitogli dagli investigatori “K”. Le sue generalità non sono state rivelate e ora è ricercato dall'Interpol.
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