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ITALIA

Asia Argento al Parlamento europeo: diamo più potere alle donne

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'Dare potere alle donne e alle ragazze nei media e nella comunicazione: la chiave del futuro': è il titolo di un seminario che si è svolto ieri sera al Parlamento europeo, a Bruxelles, al quale ha partecipato anche l'attrice italiana Asia Argento.    Il seminario è stato occasione per dare voce alle donne, anche sull'onda dei movimenti femministi che in questi anni hanno riaperto la questione dell'equita' di genere.   

Argento, divenuta una voce di rilievo nel panorama femminista mondiale, ha portato a Bruxelles la sua testimonianza. Nel corso del seminario ha raccontato ancora una volta delle molestie subite perché donna nel mondo dello spettacolo.    L'incontro all'Europarlamento si e' tenuto in vista della Giornata internazionale delle donne, che si celebra oggi.  

"Il tema delle molestie sul luogo di lavoro è un tema che mi riguarda personalmente e non solo perché ne sono stata vittima più volte da quando ero giovanissima, ma perché finalmente da quando ho liberato la parola e ho raccontato del mio mostro Harvey Weinstein al resto del mondo ho aiutato a generare questo movimento globale, il #MeToo, in cui le donne si sono liberate del peso che portavano e per la prima volta sono state credute".  

 

Così inizia il lungo videomessaggio di Asia Argento, una delle prime ad aver denunciato di essere stata violentata dal produttore americano Harvey Weinstein, pubblicato sulla pagina Facebook di "Non una di meno". L'attrice ha risposto all'appello internazionale per lo sciopero globale delle donne e l'8 marzo scenderà in piazza a Roma.   "In Italia, però - continua Asia Argento - mi hanno chiamata puttana, mi hanno detto che me la ero cercata, che una come me non era una vittima. E questo mi ha fatto molto male, ma mi ha fatto anche riflettere, e mi ha tirato fuori un attivismo..., e forse se non mi fosse piovuta tutta questa merda addosso non avrei avuto il coraggio di combattere".   Per questo dal movimento #MeToo discende il #WeTogether. "É la conseguenza naturale al #MeToo - spiega - perché le donne oggi credono alle altre donne e anche perché quasi tutte le donne nella loro vita hanno subito violenza e forse riusciremo tutte insieme a cambiare questo patriarcato così radicato nella nostra cultura, non solo quella italiana, ma quella globale".   "Aderisco allo sciopero globale delle donne e l'8 marzo scenderò in piazza con 'Non Una di Meno' per protestare contro quel patriarcato che da sempre cerca di opprimere le nostre libertà e scelte di vita affinché le nostre singole voci si uniscano in un solo grido che non potrà più essere ignorato dagli uomini di potere".   Il corteo a Roma partirà da piazza Vittorio alle 17 e arriverà a piazza Madonna Di Loreto. Saranno più di 70 i paesi in cui le donne incroceranno le braccia astenendosi da qualsiasi attività produttiva e riproduttiva, formale o informale, retribuita o gratuita. Lo sciopero femminista coinvolgerà tutte al grido di #WETOOgether.  
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