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ITALIA

Il delitto di Perugia

Assolti Amanda e Raffaele. La famiglia di Meredith: "Sentenza choc"

"Sono tremendamente sollevata" commenta la Knox dagli Stati Uniti mentre la famiglia Kercher si dice "sorpresa e scioccata dalla sentenza". I due erano stati condannati in appello, Sollecito a 25 anni, Knox a 28 anni e sei mesi. Per la statunitense 3 anni per calunnia, ma la pena è già scontata. Sollecito annuncia per lunedì una conferenza stampa a Roma

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"È stata uno shock" per i familiari di Meredith Kercher la sentenza della Cassazione che ha assolto "senza rinvio" Raffaele Sollecito e Amanda Knox, imputati nel processo per l'omicidio della studentessa inglese. I due non dovranno affrontare un nuovo processo e sono liberi definitivamente. Si conclude così, dopo oltre dieci ore di camera di consiglio in Cassazione, il processo ai due imputati per il delitto di Perugia, del quale unico colpevole resta Rudy Guede, condannato a 16 anni in rito abbreviato per aver commesso l'omicidio in concorso.

Condanne annullate
La quinta sezione penale della Suprema Corte ha annullato le condanne, a 28 anni e sei mesi per Amanda e a 25 per Raffaele, inflitte l'anno scorso dalla Corte di Assise di Appello di Firenze dopo che il pg Mario Pinelli, mercoledì scorso, al termine della sua requisitoria ne aveva chiesto la conferma con una lieve riduzione di tre mesi per entrambi dovuta alla prescrizione di un reato minore.

Nessun rinvio
La Corte ha invece scelto la strada dell'annullamento senza rinvio "per non aver commesso il fatto". Resta solo la condanna definitiva a tre mesi per Amanda per la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. La quinta sezione penale, presieduta da Gennaro Marasca, ha citato nel suo dispositivo il secondo comma dell'articolo 530 del codice penale, laddove è scritto che "il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile". Si tratta in pratica di un'assoluzione per insussistenza di prove.

Le reazioni
Raffaele Sollecito che ha lasciato Roma dopo l'arringa dell'avvocato ha trascorso la notte in un hotel di Bari, vicino all'aeroporto, insieme alla sua nuova fidanzata. Verso mezzogiorno sono tornati insieme a Bisceglie per trascorrere la giornata in famiglia. Il giovane per ora non rilascia dichiarazioni. Uscendo dalla struttura alberghiera, si è limitato a ribadire con i giornalisti di essere "felicissimo" e ha rimandato ogni approfondimento a lunedì quando terrà una conferenza stampa a Roma insieme a uno dei suoi difensori, l'avvocato Giulia Bongiorno.

"Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana", ha detto invece la Knox dagli Stati Uniti ai suoi avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. "La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario" ha aggiunto l'americana da Seattle.

"Sorpresa e molto scioccata" è Arline Kercher, la madre di Meredith. L'avvocato della famiglia Kercher, Francesco Maresca, ha parlato di una verità "difficile da digerire per la famiglia, per noi che l'abbiamo difesa e per i giudici che hanno emesso i verdetti di condanna".

L'urlo dell'avvocato
Della lunga giornata di ieri resta anche l'urlo con cui l'avvocato Giulia Bongiorno ha accolto la lettura del dispositivo da parte della corte. La Bongiorno, per lunghe ore, aveva passeggiato nervosamente in disparte al secondo piano del Palazzaccio, dove davanti all'aula magna i giornalisti hanno atteso che terminasse la camera di consiglio. Terminando la sua arringa nella mattinata aveva affermato che "Raffaele Sollecito è un puro, un Forrest Gump. È stato condannato a 25 anni di carcere Forrest Gump", dopo aver battuto soprattutto sul tasto della inattendibilità - sempre sostenuta dalle difese dei due imputati - degli accertamenti compiuti sul Dna rilevato sull'arma del delitto e sul gancetto del reggiseno di Meredith.

Nessuna prova certa
A pagina 214 delle motivazioni al verdetto di condanna nel processo di rinvio a Firenze, aveva sottolineato la Bongiorno nell'arringa, "la sentenza ammette che non vi è prova certa del Dna nemmeno sul gancetto. E dopo aver detto che manca la certezza, propone una distinzione tra significato scientifico e giuridico della prova, dicendo che l'incertezza non esclude la capacità probatoria ridotta. Si arriva a un principio inaccettabile". "La prova genetica o è certa o va cestinata, il Dna o è di Sollecito o non lo è, non può essere forse", aveva attaccato la Bongiorno, "il mezzo Dna è una trappola".

Richiesta di risarcimento
La richiesta di un eventuale risarcimento da parte di Amanda Knox "non è all'ordine del giorno" risponde uno dei difensori dell'americana, l'avvocato Luciano Ghirga. E l'altro legale, Carlo Dalla Vedova, ribadisce: "non ne abbiamo parlato e non ci interessa". I due difensori sono quindi tornati a esprimere soddisfazione per la sentenza che ha assolto la Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher. Gli ex fidanzati hanno trascorso quasi quattro anni in cella prima di essere assolti e scarcerati dalla Corte d'assise d'appello di Perugia. 

Media Gb criticano la giustizia italiana
Stupore e critiche alla giustizia italiana. È questo il sentimento diffuso nei commenti apparsi sui media britannici dopo l'assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. L'Independent parla di ''atroce errore giudiziario'' mentre il Guardian sottolinea che ''questa non è certo la conclusione che i Kercher volevano o si aspettavano'', e aggiunge che i familiari della vittima avevano riposto fiducia nel sistema giudiziario italiano.

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