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MONDO

L'attentato fallito

75 anni fa il gelo russo salvò la vita a Hitler bloccando un ordigno collocato sul suo aereo

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Un gruppo di alti ufficiali tedeschi sul fronte russo, guidati dal maggiore generale Henning von Tresckow, ordì un complotto volto all’assassinio di Adolf Hitler.

Dietro le pressioni di von Tresckow, dopo la disastrosa disfatta a Stalingrado, il comandante del "Gruppo d'armate Centro", il maresciallo Günther von Kluge, invitò Hitler sul fronte. Dopo qualche tentennamento il Führer arrivò il 13 marzo del 1943 a Smolensk.

Henning von Tresckow chiese a uno degli uomini del seguito, il tenente colonnello Heinz Brandt, un ufficiale dello staff di Hitler, di portare a Berlino a un suo amico due bottiglie di cognac che avrebbe perso in una scommessa. Il contenitore con le bottiglie aveva una carica esplosiva che avrebbe dovuto essere azionata in volo distruggendo l’aereo del Führer. Invece arrivò la notizia dell’atterraggio regolare a Berlino.

A quel punto von Tresckow chiamò Brandt, chiedendogli di non consegnare il pacco al destinatario e si precipitò a Berlino per recuperare la bomba. Si è scoperto in seguito che il detonatore di fabbricazione britannica aveva funzionato perfettamente, ma non la capsula a percussione a causa per la temperatura troppo bassa: il pacco era stato depositato nella stiva non riscaldata.
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