Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/autonomia-boccia-riforme-governo-regioni-legge-modifica-34d7fa3f-1f74-4248-9d11-e15b67684dcd.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Primo obiettivo riunire l'Italia divisa in due economicamente

Autonomia, Boccia: ripartono i tavoli Governo-Regioni, entro il 2019 la legge quadro

Si parte da una legge quadro che possa tener di conto delle diverse velocità delle regioni e che punti a sostenere le aree interne. "L'autonomia si fa come un'orchestra, non da solisti" afferma il ministro Boccia che poi critica la Lega per aver perso 15 mesi senza fare nulla

Condividi
Entra nel vivo l'elaborazione di una "legge quadro" che possa definire le regole per le intese con le Regioni in tema di autonomia differenziata. L'obiettivo del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che ha incontrato questa mattina a Pescara, nella sede della Regione Abruzzo, il presidente Marco Marsilio, i componenti della Giunta e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospirie, è di approvare il testo entro il prossimo dicembre. Ma questa mattina, già prima di entrare nel cuore del colloquio istituzionale, c'è stata una chiara dichiarazione di intenti da parte del ministro Boccia, tramite un post pubblicato sui social.

Così su facebook
"La prossima settimana riprenderanno i negoziati sull'autonomia differenziata tra il Governo e le delegazioni trattanti. Questa mattina ho firmato le lettere indirizzate ai presidenti delle Regioni che hanno già avviato l'iter sull'autonomia differenziata per far riprendere i confronti; si riparte dalla Regione Veneto, la cui delegazione è attesa per martedì 22 ottobre presso gli uffici del ministro per gli Affari regionali e le autonomie". Così su facebook il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, che aggiunge: "Come detto più volte, parallelamente al lavoro in corso sulla legge quadro, è necessario avviare immediatamente il confronto bilaterale tra le singole Regioni e i ministeri competenti". Dopo la Regione Veneto riprenderanno, nei giorni a seguire, i negoziati con l'Emilia-Romagna e la Lombardia. Nella settimana successiva sarà avviato "per la prima volta" anche il negoziato con la Toscana. Per avviare il relativo confronto con il Piemonte, invece, "si resta in attesa della deliberazione del Consiglio regionale. Le strutture tecniche del ministero - aggiunge Boccia - sono pronte a ricevere dalle singole Regioni le deliberazioni dei consigli per avviare la prima fase di confronto, in attesa dell'approvazione della legge quadro sull'attuazione dell'autonomia differenziata".



15 mesi persi
L'argomento è stato poi ripreso e riempito di dettagli dal ministro Boccia questa mattina in visita a Pescara. "Dalla Lega mi aspetto contributo e proposte, non dei cronometristi, perché ho scoperto di avere dei colleghi cronometristi in Parlamento. In 18 anni nessuno ha mai definito i livelli essenziali delle prestazioni, ora in 18 giorni vogliono che io faccia i Lep. Non ci metterò 18 giorni, ci metterò qualche settimana in più ma li facciamo insieme in Parlamento". "Nei 15 mesi alle mie spalle - ha aggiunto - c'è stato un nulla di fatto, ora in 15 giorni si pretende che si faccia l'autonomia. Io l'autonomia voglio farla, ma voglio farla bene: funziona se nessuno resta indietro".

Priorità aree interne
"Le aree interne sono una priorità assoluta, altrimenti si svuotano". Quella della legge quadro, ha aggiunto, "è un'impostazione che non è né di destra né di sinistra. E' un'impostazione sulla Costituzione italiana cui io rispondo. Quello che sto dicendo ad alcuni presidenti è: fidatevi della Repubblica. Se il Parlamento dovesse approvare questa legge quadro, anche le Regioni più sospettose, caute o prudenti potranno fare il primo passo. Auspico che ci sia da parte di tutti la deliberazione in Consiglio regionale per poi sedersi allo stesso tavolo. Ognuno poi camminerà con i suoi ritmi, ma sapendo che sia che si decida di andar veloce o che si decida di andare piano, c'è sempre dietro lo Stato a far fronte agli squilibri territoriali".

Autonomia come un'orchestra
"L'autonomia la si fa non come se fosse uno strumento unico, ma come fosse un'orchestra e inevitabilmente c'erano degli strumenti neanche presi in considerazione. Il modello ereditato non era sostenibile perché era impossibile ipotizzare intese istituzionali tra Regioni e Stato che non passassero dal Parlamento e non facessero riferimento a tutti gli altri articoli della Costituzione dal 114 al 119. Se parliamo dell'articolo 116, non possiamo non parlare o dimenticare gli altri. L'articolo 3 della Costituzione è quello che impone alla Repubblica di rimuovere ogni ostacolo soprattutto quelli di ordine sociale ed economico. Da lì possiamo ripartire".

Legge quadro entro 2019
"Entro fine anno vorrei portare in Parlamento la legge quadro che consenta un'attuazione dell'autonomia differenziata in una cornice da Stato unitario che permetta ad ogni regione di camminare con i propri ritmi e di fare le proprie scelte rispetto all'idea di sviluppo che si ha. Se la legge quadro dovesse essere approvata dal Parlamento, da gennaio, per quanto mi riguarda, può iniziare la fase del confronto che dipenderà dal ritmo che le Regioni stesse imporranno: potrà prendere un mese, un anno o i tre anni della legislatura fino al 2023. Mi auguro che le regioni che si erano fermate riaprano il sipario del confronto istituzionale e valutino se e come rilanciare la sfida".

Paese unito
"La legge quadro ha un obiettivo molto chiaro: tenere il Paese unito. Sì all'autonomia, sì a maggiori responsabilità sui territori, ma no allo statalismo centrale sostituito dal centralismo regionale. Sì ai livelli essenziali delle prestazioni e ai fabbisogni standard subito e non dopo tre anni, a condizione che nella legge cornice vengano vincolati tutti i fondi pluriennali di investimento, da quelli sulle infrastrutture a quelli sullo sviluppo, del Mef e della presidenza del Consiglio. C'è un' Italia sul piano economico divisa in due e noi vogliamo riunirla. Vogliamo riunirla non solo accettando la sfida dell'autonomia, ma rilanciano la sfida dell'autonomia dando più poteri amministrativi ai territori e fissando alcuni impegni che lo Stato deve assumere".
Condividi