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ITALIA

Controlli 'ammorbiditi'

Autostrade sospende 4 dipendenti interessati da provvedimenti cautelari

Il Consiglio di Amministrazione di Spea Engineering ha messo  a disposizione il proprio mandato nelle mani del Presidente per consentire la più efficace tutela della società stessa. Prossimo Consiglio di Amministrazione già convocato per il 17 settembre

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di Tiziana Di Giovannandrea L'inchiesta sui 'falsi report' relativi allo stato dei viadotti e dei ponti gestiti da Autostrade ha portato agli arresti domiciliari tre persone, tra dirigenti e tecnici di Spea e Aspi e a sei misure interdittive (sospensione dai pubblici servizi per 12  mesi) e dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali a favore di soggetti pubblici o privati.

A seguito di quanto accaduto, la Spea Engineering S.p.A. in una nota ha reso noto che "il CdA della società, riunitosi d'urgenza nella mattinata odierna, avendo appreso dei provvedimenti cautelari  emessi dalla magistratura nei confronti di alcuni dipendenti della società, ha disposto  la sospensione immediata dall'incarico dei dipendenti medesimi". 

Inoltre il CdA di Spea Engineering "si è reso disponibile a rimettere il proprio mandato nella mani del Presidente per consentire la più efficace tutela della società. Ogni atto ulteriore e conseguente sarà assunto dal CdA già convocato per il prossimo martedì 17 settembre". 

Per quanto poi riguarda i report sulle condizioni dei viadotti Pecetti e Paolillo, Aspi ha deciso la pubblicazione on line dei documenti sulla sicurezza comunicando che "per garantire ai cittadini la più ampia informazione sulle condizioni di sicurezza dei viadotti della propria rete" Autostrade per l'Italia "ha pubblicato sulla home page del sito www.autostrade.it, nell'area 'Sicurezza Viadotti', schede di dettaglio sulle condizioni di sicurezza del viadotto Pecetti e del ponticello Paolillo e le relative comunicazioni inviate al MIT. Dalle informazioni e dai documenti consultabili da chiunque emerge una condizione di piena sicurezza delle due opere".

Intanto prosegue l'inchiesta e c'è anche un avvocato coinvolto nell'indagine sui falsi rapporti sulla sicurezza di ponti e di viadotti gestiti da Autostrade in particolare per quanto riguarda l'utilizzo dei jammer, i dispositivi che disturbano le intercettazioni e che sono stati utilizzati dagli indagati. In un passaggio dell'ordinanza emessa dal gip di Genova Angela Maria Nutini risulta che "lo zelo della società durante le indagini non si è limitato al supporto ai dipendenti indagati. Si è concretizzato anche in attività di bonifica dei computer, installazioni di telecamere per impedire l'attivazione delle intercettazioni e nell'utilizzo di disturbatori delle intercettazioni stesse". Oltre a questo, sottolinea il gip, "l'azienda, con l'ufficio legale in testa, ha curato la preparazione dei dipendenti in vista degli interrogatori, al fine di indirizzarli su cosa dire e cosa omettere".
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