Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/avvocato-ultras-violenza-stadi-daspo-fe8293bd-3fd9-405c-9ac1-9ba1e76b9eb0.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

L'intervista

Emergenza ultrà, parla l'avvocato: "La curva è un mondo pieno di sorprese"

Lorenzo Contucci è il legale che difende Genny 'a Carogna e da anni si occupa del fenomeno rappresentando diversi capi ultrà coinvolti. Critica le misure prese negli ultimi mesi per contrastare gli episodi di violenza: "Bisogna prima conoscere la realtà delle tifoserie"

Condividi
di Giancarlo Usai “Andare a vedere che cosa succedeva fuori e dentro gli stadi negli anni 60 farebbe capire quanto il fenomeno della violenza negli stadi si sia ridotto”. Parola di Lorenzo Contucci, avvocato romano famoso per la lunga esperienza che ha collezionato in materia di legislazione antiviolenza e per l’aver difeso in molti casi capi ultrà coinvolti in un modo o nell’altro in procedimenti giudiziari. E fra questi c’è anche un nome diventato celebre, quello di Gennaro De Tommaso, Genny ‘a Carogna, il capo ultrà che, arrampicato sulla rete dell’Olimpico, si mise a trattare per giocare la finale di Coppa Italia dell’anno scorso, mentre fuori dallo stadio erano esplosi gli scontri che avevano portato al ferimento di Ciro Esposito.

"De Tommaso? L'avvocato difende chiunque"
“De Tommaso è un imputato come gli altri, io difendo chiunque senza pormi problemi di natura morale. L’avvocato deve saper rappresentare sia i colpevoli sia gli innocenti. E nel caso di Genny, si è fatto un gran parlare della sua trattativa, ma mi lasci dire che non so come sarebbe finita quella serata senza che ci fosse stato quell’intervento”.

"Fenomeno ultrà, troppo spesso sottovalutato"
Contucci insiste sul fatto che il fenomeno ultrà sia un fatto sociale ricco di sfumature: “In curva ci va chiunque, non solo le frange violente che sono minoritarie, anche il ministero dell’Interno dice che gli episodi sono diminuiti ma sui media hanno maggiore risonanza rispetto a trent’anni fa, complice anche la diffusione di immagini sui social network”. Non è possibile, però, negare quanto accade anche fuori dagli stadi: gli episodi di guerriglia urbana purtroppo sono sotto gli occhi di tutti e le forze dell’ordine troppo spesso sono chiamate a intervenire. “L’operato di polizia e carabinieri è prezioso, ma andrebbero preparate meglio. Si rischia troppo spesso di intervenire senza avere una adeguata preparazione del fenomeno”.

Daspo, misura a rischio
Si parla delle misure approntate per combattere il rischio violenza: “Il Daspo sarebbe un provvedimento con una certa utilità, ma senza un intervento del giudice si risolve in un atto non imparziale del questore che, in certi casi, non è neanche suscettibile di ricorso”. È l’accusa che molti giuristi hanno precedentemente mosso a questo potere del questore: restringere la libertà personale dell’individuo anche in assenza di condanna e, in certi casi, di un processo.
Contucci contesta anche altre misure prese nel corso degli ultimi anni: “La tessera del tifoso non ha risolto il problema e il ricorso al divieto di trasferta va usato con molto giudizio. Il risultato, altrimenti, è soltanto quello di svuotare gli stadi”.
Condividi