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POLITICA

I due vice premier a Tria

Crack banche, Salvini e Di Maio: presto firma decreti attuativi

Salvini: non aspettiamo l'Ue, questa settimana Tria firmerà i decreti. Di Maio: fare chiarezza su come quelle famiglie sono state truffate

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"Non lo prendo neanche in considerazione". Così il vicepremier Matteo Salvini, a margine di un evento a Milano, ha risposto a chi gli chiedeva quale sarebbe stata la sua reazione se il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non dovesse firmare a stretto giro il decreto attuativo della Legge di Bilancio per indennizzare i risparmiatori "truffati" dalle banche. "Non possiamo sempre aspettare le letterine dall'Europa - avverte Salvini - sono certo che entro questa settimana firmerà i decreti e saremo tutti felici e contenti".

Di Maio: Mef rimborsi truffati, no a compromessi
"Qui non basta che il Mef firmi subito il decreto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche. Qui bisogna anche fare chiarezza su come quelle povere famiglie sono state truffate. Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione. Lo dico forte e chiaro: Su questo punto non accetteremo compromessi. Invito il Mef a firmare subito il decreto e su tutto il resto mettiamoci al lavoro. Con responsabilità e senso dello stato, mettendo da parte le parole. E arrivando ai fatti". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook.

Da interlocuzione con Bruxelles segnali di disponibilità
Sarebbero ormai prossimi ad una soluzione i nodi sugli indennizzi ai risparmiatori colpiti dai crack bancari e il decreto attuativo del ministero dell'economia, sembrerebbe ormai in dirittura d'arrivo. A quanto si apprende, dopo il dialogo intavolato con la Commissione europea sul tema, i segnali in arrivo da Bruxelles sarebbero ora di disponibilità con un'evoluzione della vicenda positiva per l'Italia. La legge di bilancio 2019 ha istituito un fondo di indennizzo da 1,5 miliardi in tre anni, delegando ad un decreto del Mef, da emanare teoricamente entro gennaio, la definizione dei dettagli. Il ritardo è stato finora dovuto proprio all'interlocuzione con la Commissione Ue, necessaria per rispettare nelle norme attuative le regole europee in materia.
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