ECONOMIA

Audizione in commissione Banche

Scontro su Veneto Banca. Consob: Bankitalia non segnalò problemi. Palazzo Koch: falso

Audizione del direttore generale della Consob, Angelo Apponi e del capo dipartimento vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo alla commissione di inchiesta sulle banche

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La Commissione di inchiesta sulle banche ha chiuso la lunga seduta dedicata alle audizioni, su base testimoniale, prima di Angelo Apponi, direttore generale della Consob e, poi, di Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia. Il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, ha spiegato di non ritenere necessario un confronto tra Barbagallo e Apponi, in quanto dal loro esame "non sono emerse discordanze sui fatti ma sono emerse valutazioni diverse. Poichè il confronto presuppone non un disaccordo di valutazione, ma un disaccordo su fatti e circostanze, non ritengo di dover utilizzare questo strumento".

Il faccia a faccia tra i responsabili di Consob e Bankitalia in commissione banche sulle vicende di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, lasciato momentaneamente in standby, si svolgerà solo se "dai verbali delle audizioni di oggi emergeranno difformità sostanziali". Ha precisato Casini. "Se dai verbali emergono difformità sostanziali, non su opinioni ma sui fatti, ci sarà confronto. Io - ha osservato tuttavia - oggi non l'ho visto". Secondo Casini "è chiaro che ci sono cose che non hanno funzionato e sentire anche i responsabili di Consob e Bankitalia che ammettono loro stessi che c'è probabilmente necessità di una revisione anche delle norme, dimostra che questa commissione di inchiesta non è stata istituita vanamente".

Barbagallo: indicazioni a Consob sufficienti per allarme
L'informativa su Veneto Banca inviata dalla Banca d'Italia alla Consob nel novembre del 2013 "certamente, dal nostro punto di vista, era più che sufficiente a fare scattare un 'warning' dell'altra autorità; se l'altra autorità poi non agisce...". Così il Capo della vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, nell'interrogatorio davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche. La lettera di via Nazionale all'autorità di via Martini riferiva dei vari problemi della banca di Montebelluna e, riguardo al prezzo dell'azione, indicava come fosse "incoerente e non alto" con il contesto economico e con la perdita del 2012. Barbagallo aggiunge che dopo il ricevimento della lettera su Veneto Banca, la Consob "se riteneva di non avere i mezzi per ulteriori approfondimenti poteva chiedere a noi e non lo ha fatto. Poi nel comitato tecnico (Bankitalia-Consob, ndr) avrebbe potuto chiedere altre informazioni e non lo ha fatto".

Consob: nel 2013 Bankitalia non ci segnalò problemi
Banca d'Italia non segnalò alla Consob "problemi" di Veneto Banca in vista dell'aumento di capitale del 2013 anzi indicò che l'operazione era "strumentale a obiettivi previsti dal piano per effettuare eventuali acquisizioni coerenti con il modello strategico della banca salvaguardando liquidità e solidità". È quanto aveva affermato il dg Consob Angelo Apponi alla Commissione banche che gli ha chiesto perché non fosse intervenuta nonostante ci fossero segnali di crisi dell'istituto veneto. Anche su Bpvi la Consob non ha ricevuto alcuna informazione sul prezzo delle azioni al termine dell'ispezione condotta nel 2007. Solo nel luglio del 2015 Consob riceve da Bankitalia uno stralcio dell'ispezione del 2013 dove viene indicata la metodologia adottata da Veneto Banca per definire il prezzo delle azioni. Una metodologia che considerava un arco temporale superiore all'orizzonte del piano e presupponeva una crescita dell'utile netto del 30%.
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