Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/bangladesh-un-anno-fa-crollo-rana-plaza-6fedcfc1-e948-43a6-953c-10ab9ea1da63.html | rainews/live/ | true
MONDO

Ancora oscure le cause del cedimento

Rana Plaza, un anno fa il tragico crollo

Lo stabilimento di moda di Dacca si sgretolò come un castello di sabbia provocando la morte di 1134 persone. Le proteste dei familiari che chiedono più aiuti e condanne più severe per i responsabili

Condividi
Dacca È passato un anno esatto dal tragico crollo del Rana Plaza, la fabbrica della moda low cost crollata come un castello di sabbia alla periferia di Dacca in Bangladesh. Un incubo che continua a tormentare i parenti delle 1.134 persone e i 2400 sopravvissuti. Chi, tra questi, ha subito amputazioni aspetta ancora risarcimenti adeguati, cure mediche e riabilitazione. Chi ha perso un familiare, magari l'unica fonte di reddito, spera in un impiego sicuro. In miliaia hanno manifestato oggi nel quartiere di Savar, dove si trovava la struttura, al grido  "vogliamo indennizzi" e "morte ai responsabili".

"Hanno problemi a comprare cibo, pagare affitto e debiti, o semplicemente ad andare dal dottore" spiega Farah Kabir, direttore della sezione bengalese dell'ong ActionAid, che ha pubblicato un rapporto sulle condizioni dei sopravissuti del Rana Plaza. Perfino i soccorritori, che per oltre 20 giorni, scavarono nei detriti prima per salvare gli operai e poi per recuperare i corpi, soffrono ancora oggi di disturbi psicologici.

A rilento il fondo di solidarietà dei marchi della moda 
Tra le macerie del Rana Plaza furono trovate diverse etichette di marchi famosi, tra cui anche l'italiano Benetton. La tragedia rivelò al mondo le condizioni di lavoro delle fabbriche della 'delocalizzazione' e diverse catene di abbigliamento si fecero avanti per risarcire gli operai.  L'accordo raggiunto l'anno scorso, "The Rana Plaza Arrangement" prevedeva un fondo di solidarietà di 40 milioni di dollari per le famiglie delle vittime e per i feriti da versare entro il primo anno. Ma a tutt'oggi sono stati versati solo 15 milioni di dollari, di cui 8 dalla britannica Primark. Nell'attesa però, il governo ha annunciato il pagamento di una prima rata di risarcimenti, equivalente a 645 dollari per ciascun sopravissuto.

Benetton supporta le iniziative di una ong bengalese
Benetton in una nota ricorda che il gruppo si è mosso "rapidamente per supportare le vittime del Rana Plaza" e che è stato "tra i fautori del tavolo concepito per la creazione del fondo" di risarcimento per le vittime" . Ma quando "ci si è resi conto che i tempi si dilatavano e si stava arrivando a prevedere un contributo solo su base volontaria e non proporzionata all'effettiva presenza di ogni azienda in Bangladesh" l'azienda ha preferito aderire a un programma di aiuti dell'ong bengalese Brac. 

Ancora oscure le cause della tragedia
Nonostante sia passato un anno, non si conoscono ancora le cause del cedimento della struttura di nove piani che sarebbe avvenuto quando sono stati avviati dei generatori di corrente sul tetto. Secondo molte testimonianze, il giorno prima nei primi piani del complesso si erano aperte delle crepe e c'era stata anche una evacuazione. Ma i manager delle aziende avevano richiamato al lavoro gli operai perché erano in ritardo con la produzione. L'inchiesta, condotta dal Dipartimento di investigazione criminale (Cid), è ancora in corso. 
 
Condividi