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ITALIA

"Situazione vergognosa"

Bari, assenteismo all'ospedale San Giacomo di Monopoli: 13 arresti

46 persone coinvolte, tra le quali 18 dei 33 medici della struttura ospedaliera. Insieme a loro agli arresti domiciliari anche un parcheggiatore abusivo che timbrava il cartellino per conto terzi. Nei quattro mesi monitorati dai carabinieri sono state sottratte alla comunità 660 ore di lavoro per un danno di oltre 25mila euro

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Sono complessivamente 46 gli indagati nell'inchiesta condotta dai carabinieri e coordinata dalla procura di Bari che ha svelato "condotte diffuse e sistematiche di assenteismo" tra le corsie e gli uffici dell'ospedale San Giacomo di Monopoli, in provincia di Bari. Tra ottobre 2018 e lo scorso gennaio, supportati dai video registrati dalle telecamere di sorveglianza della struttura, i carabinieri hanno accertato casi di dipendenti che non timbravano il cartellino o che lo timbravano per poi allontanarsi dal posto di lavoro e raggiungere il bar o per svolgere faccende personali. In altri casi a timbrare per loro erano altre persone. Le accuse - a vario titolo e in concorso - sono truffa aggravata ai danni dello Stato commessa in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio, false attestazioni e certificazioni sulla propria presenza in servizio commesse da dipendente della pubblica amministrazione, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e peculato.

Camici bianchi agli arresti
Ai domiciliari sono finiti primari e aiuto primari: Angelamaria Todisco (servizio Immunotrasfusionale), Gianluigi Di Giulio (Radiodiagnostica), Rinaldo Dibello (Gastroenterologia), Egidio Dalena (Otorinolaringoiatria), Girolamo Moretti (Radiodiagnostica), Vincenzo Lopriore (Cardiologia), Sabino Santamato (Ginecologia) e Leonardo Renna (Ginecologia), Antonio Bosio (operatore tecnico della Direzione sanitaria), Anna Pellegrini (assistente amministrativo), Gianluca Sardano (collaboratore amministrativo - professionale) e Giuseppa Meuli (infermiera). Un altro dirigente medico coinvolto nell'inchiesta è all'estero e sta rientrando: è anche lui destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari. Altre venti persone (dieci medici, cinque infermiere, tre autisti di ambulanza, un operatore tecnico e un parcheggiatore abusivo) sono state sottoposte all'obbligo di dimora.

Il ruolo del parcheggiatore
Nell'inchiesta è coinvolto anche un parcheggiatore che abusivamente stazionava all'esterno dell'ospedale e che "in più occasioni è stato sorpreso ad inserire il cartellino magnetico" di un'infermiera. Le indagini dei Carabinieri, partite dopo le segnalazioni di alcuni cittadini che lamentavano disservizi all'ospedale di Monopoli, si sono avvalse di videoriprese con cinque telecamere installate ai varchi di accesso della struttura sanitaria, i cui dati sono stati poi incrociati con la documentazione acquisita negli uffici della direzione amministrativa. Gli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal sostituto Chiara Giordano, hanno consentito di ricostruire le modalità con le quali gli indagati si assentavano fino ad alcune ore, grazie a false registrazioni dell'entrata e dell'uscita, facendo cioè timbrare il proprio cartellino a familiari, colleghi o conoscenti. In alcuni casi giustificavano, con false dichiarazioni, la mancata registrazione per "avaria della scheda, dimenticanza, smarrimento". A tre autisti di ambulanza arrestati è contestato il reato di peculato per aver utilizzato i mezzi di servizio "per fini diversi da quelli istituzionali".

In 4 mesi sottratte 660 ore di lavoro
Sono 660 le ore di servizio sottratte all'ospedale San Giacomo di Monopoli da medici, infermieri e operatori tecnici che, da ottobre 2018 a gennaio 2019, si sarebbero assentati dal posto di lavoro per andare a fare acquisti, al bar o nelle case al mare. Con le loro condotte i 46 indagati, 13 dei quali destinatari di misure cautelari degli arresti domiciliari e 20 dell'obbligo di dimora, avrebbero causato anche un danno economico alla ASL di Bari, quantificato in 25 mila euro.

Situazione vergognosa
"Si tratta di reati che sono stati commessi in danno dell'Asl, della collettività ma, trattandosi di dipendenti di una struttura ospedaliera, i primi danneggiati da queste condotte sono gli ammalati, persone che rappresentano una delle categorie più fragili e più deboli in assoluto. E quindi c'è, nel riferire di questi fatti, un senso di ripulsa da parte mia". Così il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, ha commentato in conferenza stampa l'esito dell'indagine per presunti casi di assenteismo all'ospedale San Giacomo di Monopoli. "Sono molti i medici attinti dalle misure cautelari", 18 su 33, ha aggiunto Volpe, aggiungendo che "viene da riflettere, perché stiamo parlando di gente che ha una laurea, che appartiene ad un ceto sociale che nel Paese ha in qualche modo il governo della cosa pubblica, che rappresenta classe dirigente. E allora, se da queste persone vengono esempi negativi di questo tipo, veramente la situazione del Paese sotto il profilo della inosservanza di regole innanzitutto etiche e di comportamento, è veramente disperante". "Se in soli quattro mesi si sono accertate così tante infrazioni, - ha concluso Volpe - dobbiamo pensare che purtroppo in precedenza, in passato, si siano verificati tantissimi altri episodi analoghi che non abbiamo avuto modo di accertare. Una situazione che non esito a definire vergognosa".

Saranno garantite le cure
"Valuteremo permessi speciali anche per medici ai domiciliari". Gli obblighi di dimora nei confronti di 20 indagati per presunti casi di assenteismo all'ospedale 'San Giacomo' di Monopoli "sono stati disposti per consentire di non sguarnire completamente la struttura ospedaliera dal personale dipendente, affinché si continuasse a garantire le cure necessarie ai pazienti, con autorizzazione a chi risiede fuori del Comune a lasciare la dimora per andare a lavorare pure nei turni di notte". Lo ha spiegato in conferenza stampa il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, presentando gli esiti dell'inchiesta che ha portato oggi anche all'arresto di 13 persone, tra medici, infermieri e operatori tecnici della struttura sanitaria del Sud barese. Anche per coloro che sono agli arresti domiciliari, la magistratura valuterà eventuali permessi per consentire gli interventi chirurgici d'urgenza già programmati. "La nostra preoccupazione - ha detto il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno - è di continuare ad assicurare un servizio. Per questo è stata avviata una interlocuzione con la direzione dell'ospedale". Tra i venti indagati destinatari della misura cautelare dell'obbligo di dimora ci sono 10 medici: Anna Consiglia Scardigno (chirurgia), Angela Pantaleo (Medicina), Cosimo Marasciulo (ginecologia), Marilena Matarrese (u.o. Immunotrasfusionale) e il marito Marco Sperti (ortopedico dell'ospedale San Paolo di Bari), Francesco Paolo Di Taranto (otorinolaringoiatria), Giuseppe Cappelli (Medicina del lavoro), Fulvia D'Onghia (ortopedia), Francesco Fino (cardiologia), Domenico Antonio Limitone (urologia).

Rinviati gli interventi chirurgici
A causa del coinvolgimento di diversi medici e di responsabili di unità operative nell'inchiesta sull'assenteismo nell'ospedale di Monopoli, alcune sedute operatorie previste per oggi sono state rinviate. Lo rende noto il direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, che assicura l'uso delle sale operatorie per altri interventi. "Pertanto - precisa Sanquedolce - le sale operatorie non sono ferme perché la direzione medica di presidio con il supporto di altri Direttori di unità operative ha evitato il mancato utilizzo delle sale chirurgiche per intervenire su altri pazienti urgenti". La direzione generale "ha offerto, e continuerà ad offrire - precisa ancora - massima collaborazione alle Autorità Giudiziarie competenti, e assicura, come già fatto per i casi Molfetta, la massima celerità nell'apertura dei procedimenti disciplinari previsti per legge e nella sospensione cautelare dal servizio prevista dalla legge a carico di tutti coloro che hanno abusato della loro qualità di dipendenti pubblici".

Emiliano, le Asl collaborano
 "Le Asl stanno collaborando da tempo con la Magistratura e le Forze dell'ordine per stanare i casi di assenteismo diffuso che purtroppo, alla luce delle indagini, sono ancora tanti. Come Regione Puglia abbiamo anche dato vita a un nucleo ispettivo che segnala automaticamente alla Procura e alla Corte dei conti tutti i casi denunciati alle strutture o anche a me personalmente. Il nucleo ha svolto delle ispezioni anche sull'ospedale di Monopoli, i cui esiti sono stati trasmessi alle autorità competenti". Lo afferma in una nota il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. "Partiranno contestualmente - aggiunge - i procedimenti disciplinari e, ove accertate le accuse, i relativi licenziamenti nel rispetto dalla legge. Così come auspico che, se ci sono persone estranee ai fatti contestati, possano rapidamente chiarire la loro posizione".

Grillo, tolleranza zero
"Nessuna tolleranza con i farabutti del cartellino che prendono in giro lo Stato, rubano lo stipendio e, soprattutto, vengono meno ai loro doveri nei confronti di chi sta male". Lo afferma il ministro della Salute, Giulia Grillo, in un post su Facebook commentando l'operazione dei carabinieri di Monopoli che ha portato all'arresto di numerosi dipendenti dell'ospedale locale per assenteismo. "Questi signori non hanno capito che la musica è cambiata. Non solo andremo a scovare ogni episodio del genere - sottolinea - io chiedo per questi farabutti il licenziamento immediato! Fuori i disonesti dalla sanità!"
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