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MONDO

Dopo il via libera all'estradizione

Caso Battisti. Agenti italiani in Brasile alla ricerca del fuggitivo

La notizia è riportata dai media brasiliani. L'ex terrorista resta latitante: a Cananeia, dove risiede abitualmente, non lo vedono dal 28 ottobre

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di Tiziana Di Giovannandrea Agenti italiani sarebbero arrivati in Brasile per prelevare Cesare Battisti ma l'ex terrorista rimane irreperibile. La notizia dell'arrivo di un aereo militare italiano per prelevare l'ex appartenente al gruppo Proletari Armati per il Comunismo, divenuto scrittore di noir, è stata riportata dal media brasiliano 'Globo News on line' che cita il 'National Jornal'. 

L'intervento italiano sarebbe legato al via libera all'estradizione concessa, nella serata del 14 dicembre, dal presidente brasiliano Michel Temer e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del relativo decreto.

Secondo il giornale on line l'aereo militare italiano sarebbe parcheggiato nell'aeroporto internazionale di Guarulhos, nei pressi di San Paolo del Brasile, per riportare ed assicurare alle patrie galere Cesare Battisti, l'ex terrorista condannato a quattro ergastoli per il quale la Corte Suprema brasiliana ha spiccato un mandato di cattura e il presidente del paese latinoamericano, Michel Temer, ha decretato l'estradizione.

Come noto, però, Battisiti è irreperibile, fuggito non si sa dove. A Cananeia, dove risiede abitualmente, non lo vedono dal 28 ottobre, ovvero da quando Jair Bolsonaro ha vinto le elezioni presidenziali in Brasile. I vicini hanno raccontato a 'O Globo' di averlo visto quel giorno in un bar, attento ai risultati elettorali che davano la vittoria all'uomo che a colpi di tweet - ricambiati dal nostro ministro dell'Interno Matteo Salvini - aveva promesso di estradarlo: "Veniva tutti i giorni, prendeva una birra e leggeva il giornale. Era inquieto", ha detto il proprietario del bar.

Il legale dell'ex terrorista ha subito presentato un ricorso contro il mandato di cattura. Battisti, condannato all'ergastolo in Italia per aver commesso due omicidi materialmente e due in concorso con altri, e che aveva ottenuto asilo come rifugiato politico in Brasile, dal momento della firma del decreto di estradizione è considerato latitante in Brasile.

Intanto Tarso Genro, ex ministro della Giustizia del governo di Lula da Silva, che ha concesso l'asilo politico all'ex terrorista italiano afferma che l'estradizione verso l'Italia, autorizzata dal presidente brasiliano Michel Temer, è frutto di "un accordo raggiunto fra due governi di estrema destra". Genro asserisce: "Se dovessi valutare questa questione in termini giuridici, starei dando un altro valore a una decisione che è politica". L'ex ministro di Lula ha difeso la protezione data dal suo governo a Battisti, definendola "giuridica e non politica", in una serie di tweet, in cui ha comparato il caso dell'ex appartenente al gruppo Proletari Armati per il Comunismo a quello di Achille Lollo, attivista del movimento di estrema sinistra Potere Operaio, condannato per il rogo di Primavalle avvenuto a Roma il 16 aprile 1973 in cui furono uccisi Virgilio e il piccolo Stefano Mattei, 2 dei 6 figli del segretario locale dell'allora MSI, Mario Mattei. Anche Achille Lollo si è rifugiato in Brasile.
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