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ECONOMIA

Bruxelles

Bce, Draghi: "La crescita continuerà a rafforzarsi"

"L'economia della zona euro ha beneficiato di 17 trimestri consecutivi di crescita, e le ultime informazioni indicano uno slancio che proseguirà nel prossimo periodo"

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"L'espansione economica  è ora stabile e ampia nella zona euro e nei vari settori. Il Pil reale è  migliore del previsto nella prima metà del 2017, arrivando al 2,3%, anno su anno, nel secondo trimestre. L'economia della zona euro ha beneficiato di 17 trimestri consecutivi di crescita, e le ultime informazioni indicano uno slancio che proseguirà nel prossimo periodo".  Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al Parlamento Ue.  "La ripresa attuale  è guidata da
forze interne e il mercato del lavoro è  notevolmente migliorato. La disoccupazione  è scesa ai livelli più bassi da otto anni. Il numero delle persone occupate nella zona euro  è aumentato di  almeno 7 milioni da metà 2013", ha detto  Draghi. Questi numeri, "assieme al benessere crescente delle famiglie, stanno sostenendo le prospettive di consumi privati". Inoltre, "gli investimenti stanno migliorando sostenuti da condizioni finanziarie molto favorevoli". I "driver"  domestici stanno rendendo la ripresa "più robusta e resiliente" alle influenze esterne. In base alle previsioni di settembre della Bce "l'espansione economica continuerà con tassi di crescita "superiori al potenziale". Il Pil annuale " è previsto che aumenti di 2,2% nel 2017, di 1,8% nel 2018 e di 1,7% nel 2019".  E "i rischi circa le prospettive di crescita dell'area euro sono ampiamente bilanciati".

Serve ancora politica monetaria accomodante
"La stabile ripresa" ancora non si traduce in "più convincenti" dinamiche dell'inflazione. I rischi di deflazione sono "essenzialmente spariti", ma l'inflazione sottostante  è migliorata "solo moderatamente" negli ultimi mesi. L'inflazione corre, all'1,5% ad agosto,  è attesa in discesa "temporanea" verso la fine dell'anno. Anche se siamo "più fiduciosi" che l'inflazione andrà verso gli obiettivi, sappiamo che serve ancora un livello molto elevato di accomodamento monetario".

Stati sblocchino potenziale e rafforzino Emu
"Mentre un aggiustamento ciclico si sta verificando, ci sono ancora questioni strutturali che impediscono una convergenza economica sostenuta", necessaria "per un miglior funzionamento dell'Unione economica e monetaria (Emu)". Servono quindi "politiche nazionali che sblocchino il potenziale delle nostre economie", e "passi decisivi per rendere la governance dell'Emu più adatta allo scopo".

Rischi ribasso da fattori globali e mercato valute
"Rischi al ribasso esistono ancora, collegati soprattutto a fattori globali e sviluppi del mercato valutario".

Tasso cambio porta incertezza, Qe ancora necessario 
"La recente volatilità nel tasso di cambio rappresenta una fonte di incertezza" per questo "dovremo essere pazienti e costanti" nella gestione della politica monetaria. L'aumento dell'inflazione, prosegue Draghi, "si deve tradurre in modo più convincente" e l'inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, "ha dato prova di aumenti soltanto moderati negli ultimi mesi". Secondo il banchiere centrale serve "un aggiustamento verso l'alto dell'inflazione che sia durevole e autoalimentato", e un alto grado di accomodamento monetario "è ancora necessario" perché "vediamo ancora alcune incertezze sulle prospettive".

 
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