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ECONOMIA

Pressioni su prezzi di base ancora limitate

Bce, Draghi: ripresa sempre più ampia, rischi in calo

Il presidente Bce: "Dobbiamo iniziare a pensare a come assicurare il futuro dell'area dell'euro con una costruzione più stabile e resistente senza timori circa possibili modifiche dei Trattati". Poi "l'euro è irrevocabile". Su Trump, infine Draghi risponde: "il neoprotezionismo è motivo di preoccupazione"

Mario Draghi (GettyImages)
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La ripresa economica nell'area dell'euro "è sempre più solida e si sta espandendo a sempre più settori e Paesi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un'audizione di fronte al Parlamento europeo, aggiungendo che "i rischi di un peggioramento delle prospettive di crescita sono in ulteriore calo" e che alcuni dei rischi estremi, come quelli di deflazione, che stavano emergendo alla fine dell'anno scorso "sono nettamente in calo".

Malgrado una ripresa più vivace e "guardando oltre le variazioni nell'inflazione complessiva degli ultimi mesi - ha aggiunto Draghi - le pressioni sui prezzi di base continuano a essere limitate. Le pressioni interne, in particolare quelle dai salari, non sono ancora sufficienti per sostenere una convergenza duratura e autonoma dell'inflazione verso il nostro obiettivo di medio termine". Perché queste pressioni "si rafforzino, abbiamo ancora bisogno di un livello piuttosto consistente di accomodamento monetario".

"I rischi al ribasso" per la crescita "sono ulteriormente diminuiti", ha continuato Draghi. "Il fatto che i consumi interni e gli investimenti sono il principale motore della ripresa, rende la ripresa più robusta e resistente ai rischi al ribasso, che sono legati prevalentemente a fattori globali".

"Sostegno straordinario ancora necessario"
"Rimaniamo fermamente convinti che un sostegno straordinario di politica monetaria è ancora necessario" per permettere all'inflazione sotto ma vicino al 2% e stabilizzarsi a quel livello, ha detto il presidente della Banca centrale europea. Nella sua riunione di giugno, il Consiglio dei governatori sarà in grado di "formulare il suo giudizio sulla distribuzione dei rischi sulle previsioni di crescita e inflazioni" sulla base delle nuove proiezioni della Bce, ha annunciato Draghi.

"Ripresa non distragga da riforme"
I segnali positivi sulla ripresa "non devono distrarre dalla necessità di una crescita economica strutturale più ferma e elevata" da ottenere con le riforme. È l'avvertimento di Draghi secondo il quale è necessaria una "più alta crescita della produttivita'" con maggiore innovazione. In questo contesto, "le riforme strutturali sono essenziali per creare un clima economico che favorisca l'innovazione". "Le iniziative sia a livello nazionale che europeo possono contribuire a questo sforzo", ha spiegato Draghi.

"Se vogliamo assicurarci che la nostra Unione economica e monetaria prosperi, dobbiamo aggiornare il suo quadro istituzionale", ha chiosato Draghi, sottolineando che "l'innovazione" è necessaria anche nel "funzionamento" della zona euro. La Commissione europea dovrebbe presentare mercoledì un documento di riflessione sull'approfondimento della zona euro.

Brexit, Draghi: banche si preparino tempestivamente
Le banche che intendono ricollocarsi nella zona euro dopo la Brexit devono prepararsi "in modo tempestivo", ha aggiunto Draghi. "La Bce si sta preparando internamente per tutte le implicazioni" dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea; l'Eurotower è "in contatto" con le banche che vogliono ricollocarsi dal Regno Unito sul continente. "Siamo pronti a sostenere le banche per riorganizzare le loro attività nella zona euro. Ma è molto importante che queste banche compiano la loro preparazione in modo tempestivo", ha ricordato Draghi.

Draghi: pensare a futuro senza timori su cambiamento Trattati
"Dobbiamo iniziare a pensare a come assicurare il futuro dell'area dell'euro con una costruzione più stabile e resistente senza timori circa possibili modifiche dei Trattati", ha inoltre detto il presidente della Bce, Mario Draghi, al Parlamento europeo, aggiungendo che "già prendere una decisione come questa, e cioè iniziare a pensare senza timori sui limiti dei Trattati, sarebbe già un grande progresso.

"L'euro è irrevocabile"
"L'euro è irrevocabile. Questo dicono i trattati", ha detto il presidente della Bce rispondendo in modo secco alla domanda di una deputata tedesca.

Paesi alto debito pagheranno più per interessi
"Nel momento in cui i tassi di inflazione convergeranno in modo durevole" verso l'obiettivo del 2%, "i Paesi con alto debito e bassa crescita dovranno fronteggiare un conto più alto in termini di interessi", ha detto Draghi. Per fronteggiare questa situazione, i Paesi a alto debito devono "avere le politiche giuste, sia politiche di bilancio sia politiche favorevoli alla crescita", ha avvertito Draghi. L'Italia ha il secondo rapporto debito/Pil più alto della zona euro e ha la crescita più bassa. In vista di una normalizzazione della politica monetaria, la zona euro si dovrà muovere su diversi fronti, ha spiegato il presidente della Bce. "I paesi devono agire con politiche economiche e fiscali sane", ha detto Draghi. "Il nesso tra debito sovrano e banche deve essere tagliato". Infine, "devono andare avanti i nostri progressi istituzionali per resistere meglio a potenziali instabilità da Stati che sono indietro", ha aggiunto Draghi.

"Draghi: Trump? Neoprotezionismo motivo di preoccupazione"
"Le posizioni neo-protezionistiche che sono state espresse negli Stati Uniti, senz'altro sono motivo di preoccupazione", ha risposto in questo modo Draghi alla domanda di un europarlamentare sul presidente Trump. "Tutti siamo preoccupati su questo punto. Tutto il mercato unico è basato sulla condivisine dei valori del libero scambio. Negli ultimi 15-20 anni il commercio libero e la mondializzazione hanno creato benefici, ma dobbiamo fare di più perché tutti ne partecipino", ha spiegato il banchiere centrale.

Draghi: le vulnerabilità delle banche vanno affrontate
"Vulnerabilità significative sono ancora presenti in particolare nel settore bancario e devono essere affrontate", ha spiegato Draghi citando i crediti deteriorati (Non Performing Loans) "in alcune banche della periferia della zona euro". Secondo Draghi, i NPLs "sono un freno alla capacità delle banche di dare credito alle imprese e alle famiglie".
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