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POLITICA

Domani nuova missione in Europa

Berlusconi: Forza Italia indicherà il premier. Piano di privatizzazioni per abbattere debito

L'ex premier si dice "molto preoccupato per il futuro dell’Italia: se il nostro Paese cadesse nella mani dei ribellisti, dei pauperisti, dei giustizialisti, questo sarebbe un problema drammatico per noi e per l’intera Europa" 

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Sarà Forza Italia a prendere più voti e indicare il premier. Lo sottolinea il leader azzurro Silvio Berlusconi intervistato dal Corriere della Sera. "Non cado nella simpatica provocazione - risponde a chi gli chiede un identikit del candidato - se le dessi un identikit si scatenerebbe la caccia al nome, con risultati più o meno fantasiosi, ma comunque fastidiosi per gli interessati. Lo rivelerò al momento opportuno, e sarà di assoluta autorevolezza. D’altronde, in ogni caso, il garante del programma e degli impegni presi con gli elettori sono e rimarrò io. Gli elettori non voteranno al buio".

Berlusconi non ha dubbi sul fatto che sarà Forza Italia a prendere più voti e ad avere più seggi in Parlamento. L'ex premier si dice "molto preoccupato per il futuro dell’Italia: se il nostro Paese cadesse nella mani dei ribellisti, dei pauperisti, dei giustizialisti, questo sarebbe un problema drammatico per noi e per l’intera Europa. Però credo sarebbe bene che gli esponenti delle istituzioni europee si astenessero dall’interferire nella campagna elettorale: gli italiani sono un popolo saggio e maturo, che sa benissimo da solo come fare scelte responsabili, senza bisogno della tutela di Bruxelles".

Insiste sulla flat tax al 23% e per quanto riguarda il debito pubblico italiano sostiene: "L’esperienza insegna che debito pubblico e pressione fiscale crescono insieme, come hanno dimostrato i governi di sinistra in questi ultimi anni. L’unico modo per abbatterlo è un grande piano di privatizzazioni, per 5 punti percentuali circa, che insieme alla ripresa della crescita e all’avanzo primario nei conti pubblici determinato all’aumento del gettito, porterebbe ad un rapporto debito/Pil vicino al 100% in cinque anni, con la relativa riduzione della spesa per interessi".

"Noi vinceremo al Sud come al Nord - prosegue l'ex premier - Però una cosa è vera: in questi anni il Sud è stato abbandonato a sé stesso ed è inevitabile che il vento della protesta spiri particolarmente forte nelle regioni economicamente più deboli. Quando per esempio un ragazzo del Sud ha poche o nessuna speranza di trovare un lavoro adeguato senza emigrare, la sua rabbia e la sua disperazione sono non solo comprensibili, ma anche legittime. Però io credo che gli elettori del Sud, e soprattutto i giovani, capiscano che l’incapacità di governo dei grillini aggraverebbe, invece di risolvere, i loro problemi.

E a chi gli chiede se tema di più l’astensionismo o i grillini, risponde: "Sono due facce della stessa medaglia, sono espressioni della condivisibile delusione e del legittimo disgusto per questa politica, e per questi politici, di molti elettori. Però sono due scelte che invece di risolvere i problemi li aggravano. Dalla crisi italiana si esce affidando il timone del Paese a persone serie, dotate di rilevante esperienza e di un progetto credibile".

Nuova missione in Europa per l'ex Cavaliere
Nuova missione in Europa, domani e martedì, per il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che ha in agenda incontri con tutti i vertici dell'Unione Europea. Confermati in particolare colloqui con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, con il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, con il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier, con presidente, segretario e capogruppo del Ppe Joseph Daul, Antonio Lopez e Manfred Weber, con la commissaria all'economia digitale Mariya Gabriel. In attesa di conferma l'incontro  con il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Alla Ue, ha spiegato Berlusconi al Corriere della Sera, l'ex premier intende chiedere di "cambiare profondamente, nell'interesse dell'Italia e della stessa Europa" e "tornare ad essere quel grande spazio di libertà basato sulle radici  greco romane e giudaico cristiane che era nei sogni dei padri fondatori". E  "di essere orgogliosa della sua identità liberale e non succube delle regole ottuse e della burocrazia pianificatrice che oggi sembrano guidare molte scelte". 

Quanto agli endorsment elettorali filo europeisti in vista del voto del 4 marzo in Italia venuti dai vertici di istituzioni e maggiori partner Ue,  "sono anch'io - ha affermato Berlusconi- molto preoccupato per il futuro dell'Italia: se il nostro Paese cadesse nella mani dei ribellisti, dei pauperisti, dei giustizialisti, questo sarebbe un problema drammatico per noi e per l'intera Europa. Però credo sarebbe bene che gli esponenti del- le istituzioni europee si astenessero dall'interferire nella campagna elettorale: gli italiani sono un popolo saggio e maturo, che sa benissimo da solo come fare scelte responsabili, senza bisogno della tutela di Bruxelles". Infine, sull'accordo Italia-Francia Gentiloni-Macron sulla falsariga di quello franco-tedesco Macron-Merkel, per il leader Fi è "positivo ma non risolutivo". Perchè "non saranno altri a risolvere i nostri problemi di presenza in Europa". 
 
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