POLITICA

La polemica dopo il 'no' del Cav alla manifestazione del 18

Berlusconi: non siamo partito unico, con linguaggi diversi. Meloni: italiani valuteranno assenza Fi

Il leader della Lega, Salvini, intanto intervenendo alla plenaria, a Strasburgo torna a parlare del rimpatrio dei clandestini: "visti i soldi che diamo a diversi Paesi africani da cui provengono questi clandestini, un accordo per far tornare a casa i loro concittadini lo troveremo"

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Superare la Fornero e il Jobs Act. E' quanto promette Silvio Berlusconi in un'intervista al quotidiano La Nuova Sardegna nella quale nega i contrasti con gli alleati su questi temi. "Non siamo un partito unico e a volte usiamo linguaggi diversi", spiega l'ex premier, "ma sul merito delle questioni non vedo posizioni differenti". Per cui assicura che sulla legge Fornero si è stabilito "di superarla rimediando alle gravi ingiustizie che contiene senza mettere in pericolo la stabilità dei conti del sistema pensionistico". Lo stesso vale per il Jobs Act: "Non ha dato i risultati sperati e quindi andremo oltre". Il che, assicura Berlusconi, "non significa tornare indietro all'art.18 ma riprendere alcuni principi della legge Biagi e adottare subito provvedimenti seri ed efficaci per rendere conveniente da parte delle aziende l'assunzione a tempo determinato di giovani disoccupati". 

Il Cavaliere poi puntualizza su un possibile governo di coalizione con il Pd: "E' un'eventualità che escludo. Non si verificherà e comunque non sarebbe possibile". Rispondendo alla domanda che porta l'esempio della grosse koalition tedesca, l'ex premier spiega: "La situazione è molto diversa perchè lì ci sono le condizioni numeriche e politiche per una proficua collaborazione tra i maggiori partiti" mentre "in Italia i numeri dicono che vincerà il centrodestra con un comodo margine". 

Berlusconi poi torna ad attaccare i 'grillini': "Con i 5 Stelle vincerebbe l'invidia, l'odio sociale, l'improvvisazione, il peggiore giustizialismo". E prosegue: "rappresentano un disegno di potere che sfrutta in modo cinico la rabbia, lo scontento, la delusione, il disgusto degli italiani verso questa politica e questi politici". Berlusconi afferma di comprendere "la loro voglia di cambiare una politica vecchia inefficiente e corrotta" ma, dopo aver criticato una serie di misure economiche da loro proposte, fa un appello agli elettori del Movimento: "Von il loro voto rischiano di cambiare in peggio. Il nostro Paese cadrebbe in una nuova grave crisi economica in mano a dilettanti senza nessuna concreta esperienza nè di politica nè della vita". 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista a "Il Sole 24 ore" affronta la questione pensioni e tasse e torna ad affermare (non in linea con il Cavaliere) che "l'azzeramento della Fornero e la flat tax sarà garantita dalla pace fiscale". E ancora parla della maxi rottamazione delle cartelle esattoriali: "chi paga il 15% di quanto dovuto al fisco è a posto". 

Salvini incalzato sul caso di Macerata - dove una giovane ragazza è stata uccisa da un nigeriano - ribadisce la sua linea:  "Una Lega che simpatizza con l'estrema destra? Ma non scherziamo, uno squilibrato non può caratterizzare un movimento. A rappresentarci sono persone come Giulia Bongiorno e Alberto Bagnai che hanno deciso di candidarsi con noi perchè condividono i nostri valori". 

Quanto ai rimpatri forzati dei 600 mila clandestini rilanciati anche da Berlusconi, il leader del Carroccio non ha dubbi che "visti i soldi che diamo a diversi Paesi africani da cui provengono questi clandestini, un accordo per far tornare a casa i loro concittadini lo troveremo". Della questione migranti, Salvini è tornato a parlare questa mattina durante l'intervento alla plenaria dell'europarlamento: "Sento dire qualcuno dice che bisogna accogliere più immigrati. In Italia sono sbarcati negli ultimi anni 600 mila finti profughi, scappati non dalla guerra ma che la guerra ce la portano in casa". Secondo Salvini "in un anno i reati commessi da cittadini stranieri sono stati 250 mila, 55% di furti, 51% sfruttamento della prostituzione, 40% degli stupri, 1.500 stupri in un anno. E l'Europa cosa fa? Niente?", ha aggiunto Salvini, secondo cui "c'è un abuso delle parole democrazia e diritti umani". Salvini poi - sempre nel corso del suo intervento - ha affermato che chi ha paura del voto in Italia ha dei problemi, vuol dire che questa Unione Europea è come il Titanic, sta affondando". E avverte: "o questa Europa cambia o saranno i popoli a cambiarla a partire dal 4 marzo". E prosegue: "Il problema non è il populismo, la xenofobia, il nazionalismo o il razzismo, il problema numero uno è il terrorismo islamico e la disoccupazione che sta portando i popoli a reagire". Il leader della Lega poi sull'accoglienza italiana a Erdogan dice:  "Mi vergogno che un dittatore come Erdogan possa essere stato accolto in Italia e mi vergogno che qualcuno possa pensare che la Turchia possa entrare nella Ue".

Nessuna spaccatura. Giorgia Meloni, Presidente di Fdi, intanto abbassa i toni di questi giorni dopo che il leader del centrodestra Silvio Berlusconi ha fatto sapere che non parteciperà alla manifestazione promossa proprio dalla Meloni il 18 febbraio: "Sono ancora in attesa nella speranza che gli alleati ci siano, non intendo polemizzare, non voglio dare l'impressione che si vuole raccontare di divisioni interne al centrodestra". E prosegue: "Spero che gli alleatri ci siano, il mio invito è aperto fino al giorno della manifestazione - ha aggiunto -, se non verranno non capirò perchè anche gli alleati dicono di non essere disponibili a fare governi con il Pd o con i Cinquestelle. Gli italiani poi valuteranno come intendono giudicare questa assenza" perchè "i governi si devono fare nelle urne, non nel Palazzo". . E sul voto ribadisce: "O vince il centrodestra, unica coalizione in grado di farlo, o sarà il caos: non ci sono altre possibilità. Se non vinciamo noi, o ci sarà l'inciucio o si tornerà a votare. E tra queste due ipotesi tornerei a votare tutta la vita". 

La Meloni poi attacca gli avversari: "I servi d'Europa li abbiamo già visti con Renzi, ma anche Di Maio... A me non è sfuggito che Luigi Di Maio fa il ribelle nelle piazze e poi si mette il vestito buono e va a incontrare i poteri forti a Londra, va nella city a dire che renderà più semplice il recupero dei crediti". Il M5S "è più intruppato nel sistema degli altri". 
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