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ECONOMIA

La proposta

Bilancio Ue. Commissione propone tagli all'agricoltura, più fondi per i migranti

Il bilancio dell'Unione europea deve essere approvato all'unanimità da tutti gli Stati membri. Mosse già le prime critiche alla proposta della Commissione  dicendo: necessario che l'Europa intraprenda nuovo percorso per lo sviluppo economico e sociale

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di Tiziana Di Giovannandrea La strada pare tutta in salita. Francia e Germania hanno già protestato. La proposta di Bilancio Ue 2021-2017 di Jean-Claude Juncker, il primo post Brexit, ha già suscitato un vespaio. Ma lui non si scompone e replica che quando si stila il bilancio dell'Unione europea 'non si hanno amici' e che le critiche degli Stati membri sono normali ma 'conosco la musica, la melodia e la procedura' chiosa, incurante del fatto che il bilancio dell'Unione europea debba essere approvato all'unanimità dagli Stati membri.

Per il presidente della Commissione europea si tratta di un bilancio "ambizioso" ma "equilibrato", destinato a "scrivere la storia del futuro dell'Unione europea a 27". È con queste parole che Juncker ha presentato al Parlamento europeo la proposta per il primo bilancio dell'Unione senza il Regno Unito.

Per il periodo 2021-2027 Bruxelles prevede 1.279 miliardi di euro, corrispondenti all'1,11% del Pil complessivo dei 27, una cifra in aumento rispetto ai 1.087 miliardi dell'attuale quadro di bilancio pluriennale.

Per il post Brexit, il piano di Bruxelles prevede più fondi per i migranti, la difesa, la ricerca ed Erasmus ma tagli ai fondi per le politiche agricole e di coesione.

Fermo restando che vanno lette nel dettaglio le proposte di bilancio della Commissione europea, è previsto "un rafforzamento del legame fra il bilancio e lo Stato di diritto", una "conditio sine qua non per l'esecuzione efficace del bilancio" con "un nuovo meccanismo di tutela dai rischi finanziari legati a carenze dello Stato di diritto", meccanismo che sarà "generale, e non rivolto a un singolo Stato membro".

Voci di taglio alla spesa 
Le riduzioni più significative riguardano tagli di circa il 5% ai fondi di Coesione e alla Pac, la Politica Agricola Comune dell'Unione. Immediata la reazione del governo francese, che giudica "inaccettabili" le riduzioni alle entrate dirette per gli agricoltori. Per Parigi, un taglio "drastico, massivo e cieco" è semplicemente "impensabile". Per l'Italia ha subito espresso un commento negativo ai tagli il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo per il quale un taglio del -9,5% delle spese di politica agricola significa indebolire un settore chiave e minare le fondamenta comunitarie. Per Moncalvo: "Il taglio dei fondi destinati all'agricoltura (Pac) nel bilancio dell'Ue è insostenibile per le imprese e per i cittadini europei che per il 90% sostengono la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante che essa svolge per l'ambiente, il territorio e la salute, secondo la consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea".

Anche il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni Karl-Heinz Lambertz è sostanzialmente d'accordo con Moncalvo ma valuta il taglio delle spese per politica agricola di un -15%. 

La Commissione propone poi di ridurre di oltre un terzo il numero dei programmi (passando dai 58 attuali a 37 in futuro) razionalizzando profondamente l'uso degli strumenti finanziari.

Fondi incrementati per i migranti
La proposta di bilancio prevede un aumento da 13 a 33 milardi di euro delle risorse per i migranti con premi agli Stati che mostrano maggiore solidarietà nell'accoglienza.

Il 'buco' al bilancio (che dovrebbe essere di circa 15 miliardi) causato dalla Brexit, secondo Bruxelles, non deve scoraggiare i finanziamenti nei confronti delle "nuove e urgenti priorità". Per questo, secondo Juncker, è necessario aumentare i fondi per la ricerca e l'innovazione, i giovani, l'economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa. Saranno raddoppiati i fondi per il programma Erasmus ed incrementati dell'1,6% gli stanziamenti per il digitale e la ricerca. Saliranno del 40% le risorse per la sicurezza. Per la difesa è previsto un esborso complessivo di circa 20 miliardi.
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