ITALIA

Da Pace, a Del Turco fino a Chiodi

Inchiesta Abruzzo. D'Alfonso: sono tranquillo. Fiducia nella magistratura

Nelle ultime quattro legislature regionali, dal 2000 a oggi, l'Abruzzo si è ritrovato con il proprio presidente della Giunta coinvolto come indagato in vicende giudiziarie, anche se quasi mai concluse con una colpevolezza accertata

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"C'è uno stato d'animo che è quella della tranquillità coincidente con la totale estraneità". Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione dell' anno giudiziario della Corte dei conti abruzzese, parlando dell' inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila che lo vede indagato assieme ad altre 12 persone su appalti pubblici abruzzesi.

Sull'opportunità di chiedere di essere sentito dalla Procura dell'Aquila, D'Alfonso si è limitato a rispondere che "lo
valuterò con i miei legali". Il governatore ha lasciato comunque intuire collaborazione: "Non vedo l'ora di potere concorrere, non solo documentalmente - ha affermato - ho un patrimonio conoscitivo frutto di 30 mesi di lavoro che, secondo me, è utile per arrivare a fondo di qualsiasi verita'". Sul fatto che dal 2000 a oggi gli ultimi quattro presidenti abruzzesi lui compreso siano stati tutti indagati, l'attuale ha concluso: "Non mi occupo di questa analisi sociologica, so che si fa, ma non sono all'altezza di condurla". 

Dal 2000 in Abruzzo il presidente della Giunta coinvolto in vicende giudiziarie
Nelle ultime quattro legislature regionali, dal 2000 a oggi, l'Abruzzo si è ritrovato con il proprio presidente della Giunta coinvolto come indagato in vicende giudiziarie, anche se quasi mai concluse con una colpevolezza accertata. Senza dimenticare che prima ancora, nel 1992, in piena era-Tangentopoli, sempre in Abruzzo, fu arrestato il presidente, Rocco Salini (deceduto nel 2016), con tutti i suoi otto assessori, poi assolti. Salini fu condannato in via definitiva ma dichiarato innocente dall'accusa principale di abuso d'ufficio.

La sequenza è cominciata nel 2000 con l'elezione alla presidenza di Giovanni Pace. L'esponente di centrodestra è stato sottoposto a indagini, e assolto, quando aveva già finito il mandato, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Pescara divenuta famosa come 'Sanitopoli', nella quale a fare più scalpore è stato l'arresto del suo successore di centrosinistra, Ottaviano Del Turco, eletto nel 2005 e costretto alle dimissioni. Per quest'ultimo, lo scorso dicembre, la Corte di Cassazione ha annullato parte della condanna di Appello e disposto un nuovo processo in cui i giudici di Perugia dovranno rivedere la pena inflitta poco più di un anno fa in secondo grado.

Nel 2008, alle elezioni anticipate, è stato eletto Gianni Chiodi, di centrodestra, e quasi alla fine della sua presidenza, nel 2014, è entrato nel lungo elenco di 25 consiglieri e assessori indagati dalla procura pescarese per lo scandalo 'Rimborsopoli', finito poi in una serie di archiviazioni e assoluzioni, tra cui la sua. Ora è indagato il presidente attuale, Luciano D'Alfonso, già uscito negli anni scorsi scagionato da una serie di inchieste.
 
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