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ITALIA

'ndrangheta, Boccassini: scoperto sistema mafioso che si basava su violenza

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Dopo "7 anni" di indagini sulla 'ndrangheta in Lombardia "posso dire che c'è un sistema" fatto di "omertà" e di "convenienza da parte di quelli che si rivolgono all'anti Stato per avere benefici". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini nella conferenza stampa sul maxi blitz spiegando anche che "è facile" per le cosche "infiltrarsi nel tessuto istituzionale".   Un dato importante dell'indagine, sottolinea Boccassini, "è l'individuazione di una persona presente nel summit al circolo Falcone e Borsellino (di Paderno Dugnano, ndr) arrestato grazie alla solerzia di un carabiniere del nucleo investigativo". Nel corso dell'indagine sono stati ricostruiti, spiega Boccassini, "episodi brutalmente e stupidamente violenti". "Penso al nipote di Tiradritto, il boss Morabito". Il riferimento è ad alcuni episodi particolari emersi nell'indagini e chiariti dalla Pm della direzione distrettuale antimafia Alessandra Dolci: "Un cittadino di Cantu' si recava al lavoro alle 5 di mattina, ha avuto una discussione con soggetti indagati e questi lo hanno colpito con una pistola. Non ha avuto il coraggio di denunciare, anzi ha detto 'Non me lo chiedete perché ho paura e so che sono pericolosi'". In questo caso però, ha proseguito Boccassini: "E' più facile investigare quando sono così brutalmente e stupidamente violenti. E posso dirlo grazie ad una attività di monitoraggio da 7 anni della procura di Milano".
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