ITALIA

Atteso il verdetto di appello

Yara, Bossetti: "Quella bambina aveva diritto di vivere, poteva essere mia figlia"

In primo grado il muratore era stato condannato all'ergastolo ed erano bastate 10 ore per arrivare alla sentenza. 

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E' per Yara Gambirasio il primo  pensiero di Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio  pluriaggravato della 13enne di Brembate. Per quella "bambina, una  ragazzina che aveva diritto di vivere, poteva essere mia figlia, la   figlia di tutti voi", ha detto l'imputato nelle sue dichiarazioni   spontanee davanti ai giudici della Corte d'Assise d'Appello di   Brescia. E ha aggiunto: "Neppure un animale meriterebbe così tanta  crudeltà”.

Bossetti ha chiesto scusa per "il comportamento scorretto" tenuto nella prima udienza quando era sbottato alle affermazioni del sostituto pg. "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha spiegato. Dopo le dichiarazioni del muratore, che si è sempre proclamato innocente, i giudici si sono riuniti in Camera di consiglio per il verdetto ma dopo 12 ore ancora nulla è stato deciso: alla Corte d'Assise d'Appello di Brescia serve altro tempo per arrivare ad un giudizio su Massimo Bossetti, unico imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio.

La decisione era attesa intorno alle 22.00 ma il collegio, presieduto dal giudice Enrico Fischetti, ha fatto sapere che il prossimo aggiornamento ci sarà intorno alla mezzanotte.

A mezzanotte se la Corte non esce con una decisione, è probabile che tutto slitti al 18 luglio.

In ballo c'è il destino del carpentiere di Mapello, imputato di omicidio pluriaggravato. I giudici devono decidere se accogliere la richiesta del sostituto procuratore generale Marco Martini e dunque confermare la condanna all'ergastolo inflitta al muratore nel processo di primo grado oppure se riaprire il dibattimento con una perizia sul Dna, così come chiesto dalla difesa. L'accusa ha anche chiesto di condannare Bossetti a 6 mesi di isolamento diurno per una presunta calunnia nei confronti di un collega.
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