Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/brasile-mondiali-primo-giorno-sciopero-aereporti-f532734d-8443-491b-9af9-1f00b2a62f68.html | rainews/live/ | true
FIFA 2014

Blocco di 24 ore negli aeroporti

I Mondiali del Brasile: fischio d'inizio con scioperi

Revocato lo sciopero della metropolitana a San Paolo. Due cortei previsti dalla fermata di Carrao, che porta allo stadio. Fermi sette aeroporti. 180 mila uomini pronti a garantire la sicurezza, no fly zone sopra gli stadi. A dare il calcio d'inizio un ragazzo paraplegico grazie all'esoscheletro disegnato con una stampante 3D

Condividi
Per il Mondiali del Brasile oggi è il D Day. A dare il calcio d’inizio sarà un ragazzo paraplegico: per lui un team internazionale di ricercatori ha disegnato con una stampante 3D un esoscheletro controllato dalla sua mente. Una scelta simbolica, in un Paese che ai Mondiali si presenta diviso tra tifoseria e protesta. Prima che negli stadi, la giornata di oggi inizia nei luoghi dove sono previste agitazioni.

24 ore di sciopero in sette aeroporti
Gli aeroporti, prima di tutto. Punto d’arrivo del mondo verso il Brasile, hanno proclamato uno sciopero di 24 ore contro il mancato rinnovo del contratto nazionale. Si fermano sette scali: i tre di Rio de Janeiro e quelli di Galeao, Santos Dumont e Jacarepaguà. Per mettere un argine, le compagnie aeree hanno già messo a punto una serie di piani di emergenza, per limitare i danni.

Rischio black bloc a San Paolo
In sette città sono previsti cortei e manifestazioni. Sono i brasiliani – oltre il 60%, secondo gli ultimi sondaggi – che negli stadi più che il fascino dei riflettori vedono i costi altissimi e le rate da pagare. A San Paolo, dalla fermata della metro Carrao, che porta allo stadio, partiranno due cortei. Nel primo, quello delle 11 del mattina, sono attesi i black bloc.

Siti dei Mondiali nel mirino degli hacker
Molti dei siti di agenzie governative, sponsor e organizzazioni legate al Mondiale sono stati presi di mira dagli hacker: dal sito della municipalità del Mato Grosso a quello dell'agenzia di intelligence Abin, per citarne due. A farlo sapere un esponente del collettivo Anonymous:  "Saranno prese di mira aziende e istituzioni che lavorano con il governo che nega i diritti di base del popolo per promuovere eventi sportivi privati, esclusivi e corrotti"

Le tropas de elite per la sicurezza
Ad attenderle chi protesta – i black bloc così come chiunque voglia mettere a repentaglio la sicurezza – una struttura integrata tra esercito, intelligence e forze di polizia: i 180 mila uomini voluti da Dilma Roussef per mantenere l’ordine, comprese le Tropas de Elite, specializzate in azioni antiterrorismo.  Un apparato complesso e costoso, che prevede anche una no fly zone di 7 km intorno agli stadi.

Revocato lo sciopero della metro a San Paolo
Dopo aver paralizzato la città per 5 giorni, i lavoratori della metropolitana di San Paolo hanno deciso di di non riprendere lo sciopero a oltranza. I sindacati non hanno ottenuto nulla – chiedevano che venissero reintegrati 42 lavoratori licenziati – ma hanno deciso comunque di non ostacolare il match d’inizio, quel Brasile-Croazia che si giocherà alle 17 (ora locale, le 22 in Italia) allo stadio Itaquerao.  A pesare sono state anche le minacce del governatore di centrodestra dello stato di San Paolo, Gerlado Alckmin, da cui dipendono i trasporti: accusato di avere strumentalizzato a fini politici - contro la Rousseff - le agitazioni, avrebbe minacciato altri 300 licenziamenti se lo sciopero non fosse stato cancellato.

Il Brasile dopo il miracolo economico
Il Brasile di oggi, che protesta contro i Mondiali nel giorno del calcio d’inizio, non è il Brasile che se li è aggiudicati. Quando il governo Lula li ha portati a casa, insieme alle Olimpiadi, dovevano essere la vetrina del Paese del miracolo economico, con una crescita a doppia cifra e una capacità mai vista prima di attrarre investimenti stranieri. Il Brasile che quei Mondiali li gioca, invece, cresce al 4%, è al 73esimo posto al mondo per qualità della vita con oltre 15% della popolazione sotto la soglia della povertà e 11 milioni di persone che vivono nella favelas. Accanto a loro si vanno ad aggiungere i 170 mila sfrattati – secondo Amnesty International – per fare posto agli stadi e alle nuove infrastrutture.

150 mila bambini gratis allo stadio
Ecco perché i 13 miliardi – 18 secondo altre fonti, ma ci sono stime che superano i 30 – spesi per i Mondiali e gli stadi costruiti in gran fretta e in condizioni di sicurezza costati la vita a nove operai pesano sul Brasile. La popolarità di Dilma Rousseff è crollata, si trova ad affrontare la rielezione appena al 38%. Per una pax in vista della Coppa del Mondo ha concesso 4 mila nuove case ai senzatetto, alzato la quota di posti per i neri nella Pubblica Amministrazione e concesso a 150 mila bambini di andare allo stadio gratis.
 
Condividi