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MONDO

Bruxelles

Brexit, i leader della Ue: via libera a seconda fase negoziati

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I leader dell'Unione europea a 27 hanno confermato che ci sono stati "progressi sufficienti" nella prima fase dei negoziati sulla Brexit e hanno dunque dato il via libera all'avvio della seconda fase sulle relazioni future e il periodo transitorio."I leader Ue hanno dato il loro accordo a a passare alla seconda fase", ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in un tweet. "Congratulazioni al primo ministro Theresa May", ha aggiunto Tusk. Le discussioni tra Ue e Regno Unito sul periodo transitorio dovrebbero iniziare a gennaio, mentre quelle sull'accordo di libero scambio chiesto da Theresa May saranno rinviate a marzo.
Gentiloni: seconda fase complicata, non sarà regalo 
La discussione sulla seconda fase di Brexit "sarà molto complicata" "è apprezzabile la buona volontà con cui il governo inglese si è atteggiato nel negoziato", ma "non sarà un regalo" per Londra. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del Consiglio Ue.



"Migranti, inaccettabile il 'no' del Gruppo Visegrad" 
"Resta la indisponibilità inaccettabile dei paesi di Visegrad a rispettare le decisioni prese nel 2016 sulla redistribuzione dei migranti. Per noi è un punto di principio, non possono esserci delle decisioni optional da parte della Ue", ha aggiunto Gentiloni. Per il premier "non siamo nemmeno alla vigilia dell'intesa, ce ne occuperemo nelle prossime riunioni". 

Merkel e Macron: solidarietà necessaria
Sull'immigrazione, la solidarietà fra paesi "è indispensabile" anche sul fronte interno della questione, ovvero la redistribuzione dei rifugiati. Lo hanno detto al termine del Consiglio europeo il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. "Entro giugno 2018 serve un accordo autentico sul piano esterno e interno della politica migratoria".

Gentiloni: lista a mio nome? Non è realistico
Un'ipotetica 'lista Gentiloni' alle prossime elezioni "non mi sembra cosa realistica". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni rispondendo ad una domanda in proposito a Bruxelles. "La mia somiglianza con Dini, grande personalità, è scarsa. Io faccio parte di un partito, sono dirigente di un partito, prestato in questo momento a fare il lavoro che sto facendo", ha aggiunto.

La prima giornata del vertice
"Nella lunga discussione di ieri sera - ha detto Gentiloni - non siamo riusciti a superare le resistenze dei paesi che rifiutano l'obbligatorietà delle quote, una decisione che pure è stata presa. La mia speranza è che la riduzione dei flussi renda il clima più semplice, ma non ci siamo ancora. È un lavoro che dobbiamo proseguire - ha aggiunto - e non si può tradurre nell'avallo della posizione di chi dice 'non applichiamo le regole europee'. Questo è stato molto chiaro nella riunione di ieri: le aperture a considerare un optional le regole sulla relocation non sono condivise dall'Unione europea".
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