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Ritorno dei quarti di finale

Europa League. La Lazio vede le streghe a Salisburgo, 4-1 e addio alla semifinale

Tutto nella ripresa l'incredibile ribaltamento del 4-2 dell'Olimpico. Segna Immobile, pareggia immediatamente Dabbur. Fra il 72' e il 76' i biancocelesti incassano i gol di Haidara, Hwang e Lainer che stoppano il cammino europeo

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Notte amara per la Lazio a Salisburgo. Il vantaggio di 4-2, maturato all'Olimpico, crolla in pochi, sciagurati, minuti nel corso della ripresa. E crolla quando i biancocelesti erano in vantaggio 1-0, un risultato che a 35' dalla fine avrebbe dovuto garantire un passaggio in semifinale del tutto tranquillo. Invece la squadra di Inzaghi si è persa in errori inammissibili per la categoria, scomparendo dalla partita. Al triplice fischio di Skomina il tabellone recita 4-1 e decreta l'eliminazione dell'ultima italiana presente in Europa League. Col Salisburgo sono in semifinale Arsenal, Olympique Marsiglia e Atletico Madrid.

Alla 'Red Bulla Arena' Inzaghi come di consueto col 3-5-2. C'è Milinkovic-Savic, Basta e Lulic sugli esterni, Lucas Leiva perno. Davanti Luis Alberto e Immobile. Marco Rose, rispetto all'andata, preferisce Hwang a Gulbrandsen e attacca col 4-3-3: col coreano ci sono Yabo e Dabbur. Il primo squillo è dei padroni di casa, con l'imbucata di Schlager per il taglio proprio di Hwang: Strakosha in uscita chiude lo specchio è sventa il grave pericolo. Passata la paura, la Lazio riesce ad anestetizzare il ritmo. Il contenimento a centrocampo regge, con qualche alleggerimento verso le punte. Sul finale di frazione, Immobile due volte poco incisivo: prima manca il pallone ben scodellato da una scucchiaiata di Milinkovic-Savic; poi calcia addosso a Walke in chiusura il bellissimo pallone fornito dal colpo di tacco di Luis Alberto. Si va all'intervallo, dopo ci saranno tutte le emozioni.

La ripresa si apre con un nuovo errore di Immobile che, servito da un lungo lancio di Luiz Felipe, galoppa verso l'area e tenta un improvvido pallonetto che Walke smanaccia lontano. La quarta volta è quella buona. Al 55' il lancio è di Luis Alberto e la fuga del centravanti è conclusa con un pregevole destro a giro nel sette. Ma è destino che i biancocelesti non debbano avere vita facile col Salisburgo. Passano 60 secondi e Dabbur, lasciato avanzare con troppa libertà, fa qualche passo in area e tira trovando la deviazione di Luiz Felipe letale per Strakosha. Inzagni dà energia sulla fascia destra: dentro Lukaku per Basta. La Lazio trema al 66', quando il fendente di Schlager si schianta sul palo. Tocca a Felipe Anderson, che sostituisce Milinkovic-Savic. Ma i biancocelesti corrono un altro rischio per disattenzione. De Vrij si perde Hwang sul cross di Yabo, il coreano di testa è impreciso. Poco dopo, clamoroso errore di Luis Alberto, messo in posizione favorevolissima da Felipe Anderson tira in bocca a Walke. Errore pagato a carissimo prezzo, perché sul capovolgimento di fronte (72') Haidara, da oltre 25 metri, saetta un tracciante su cui Strakosha parte in ritardo. La Lazio perde totalmente la bussola. Al 74' Un pallone innocuo viene lasciato passare da De Vrij e Radu, Hwang si infila indisturbato e batte Strakosha (tradito anche dalla deviazione di Radu). Non è finita. Ancora due minuti e, su corner, sponda di Ramalho verso il secondo palo dove Lainer, indisturbato, insacca di testa. Dentro Nani per Leiva. Lazio all'assalto senza idee, il Salisburgo non fatica a contenere. La rimonta è riuscita nel modo più improbabile.
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