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SPORT

Serie A, ventiquattresima giornata

L'Inter torna a vincere dopo nove giornate. Successi anche di Sampdoria, Torino e Genoa

Eder e Karamoh firmano il ritorno al successo dei nerazzurri, che riconquistano il terzo posto. Continua il buon momento blucerchiato che vale una salda sesta piazza. Quinto risultato utile consecutivo granata a spese dell'Udinese. Ancora un gol di Laxalt nel colpo esterno del Genoa che affonda anche il Chievo

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Un digiuno che durava dal 3 dicembre. L’ultima volta era stato un 5-1 al Chievo. Dopo nove giornate, l’Inter ritrova la vittoria. Ne fa le spese il Bologna, battuto con sofferenza per 2-1 a San Siro. La ventiquattresima giornata, quinta di ritorno, ci porta anche il successo della Sampdoria sul Verona, del Torino sull’Udinese e il colpo del Genoa in casa del Chievo dopo l’incursione vittoriosa di lunedì all’Olimpico, sponda Lazio. 
 
Inter-Bologna 2-1
I nerazzurri escono dalla crisi, approfittano di quella della Lazio e tornano al terzo posto: i punti sono 48, contro i 46 di biancazzurri caduti a Napoli (terza sconfitta di fila). Dopo otto partite senza vittorie, arriva quella contro i rossoblù (in completo bianco con inserti rossoblù e lutto al braccio per la scomparsa di Bruno Pace, ex giocatore della formazione felsinea), che si fermano a 27 punti. 

Spalletti con il 4-3-3: Handanović tra i pali, Škriniar e Miranda centrali di difesa, Cancelo e D'Ambrosio laterali, a centrocampo giocano Brozović, Borja Valero e Vecino; con Icardi out per infortunio, inedito tridente formato da Karamoh, Eder e Perišić. Donadoni si schiera in modo speculare: Mirante in porta, Mbaye, Gonzalez, De Maio e Masina i difensori, Poli, Pulgar e Dzemaili la mediana, trio d’attacco composto da Orsolini, Di Francesco e dall'ex Palacio.
 
Dopo 2’ i nerazzurri sono già in vantaggio: Karamoh apre per Brozović che dal fondo mette in mezzo per il destro vincente di Eder. L’Inter sembra in controllo del gioco, ma come spesso accade trova il modo di complicarsi la vita. A riequlibrare il match ci pensa un ex nerazzurro. Palacio protagonista a metà primo tempo: prima si fa ammonire per un’entrata dura su Eder, poi chiama Handanović alla gran parata su colpo di testa, infine segna con un gran destro ravvicinato dopo errore di Miranda (25’). Al 42’ Valeri non interviene su un’entrata di Poli su Eder in area del Bologna, neppure il Var prende posizione.
 
L’Inter rientra dagli spogliatoi con Lisandro Lopez per Miranda, che accusa un problema muscolare. Chance enorme per i padroni di casa al 50’: su corner da destra di Brozović, Vecino prolunga per D’Ambrosio che schiaccia di testa, palla sulla traversa, Škriniar si avventa sul pallone e sempre di testa colpisce ancora per la traversa, questa volta scheggiandone la parte superiore. Ancora di testa un’occasione nerazzurra: stavolta è Perišić a non trovare la porta su pallone invitante di Eder dalla destra. La via del gol però la trova al 63’ Karamoh con un gran dribbling e un sinistro da fuori dopo scambio con Rafinha (subentrato al 58’ a Brozović). Il Bologna ha subito l’opportunità di riportarsi in parità, ma il colpo di testa di Falletti (dal 66’ per Orsolini) su assist di Palacio termina sopra la traversa. Chance per il raddoppio nerazzurro sul piede di Karamoh, ma proprio col piede Mirante sventa . Al 68’ Mbaye colleziona la seconda ammonizione (la prima al 64’) con un’entrataccia fuoritempo su Rafinha. Prima del finale, brividi per i tifosi nerazzurri: Valeri ricorre al Var per un tocco di mano di D’Ambrosio in area dell’Inter, giudicato però non punibile in quanto troppo ravvicinato rispetto al tiro di Falletti. Ci vuole poi un attento Handanović per sventare un rasoterra di Palacio che aveva approfittato di un disimpegno sbagliato di Gagliardini (dal 73’ per Karamoh). In pieno recupero, si fa cacciare anche Masina: Valeri va a guardare il video ed estrae il rosso diretto per un’entrata rude su Lisandro Lopez (95’). San Siro soffre ma tira un sospiro di sollievo.
 
Sampdoria-Hellas Verona 2-0
Sesto posto consolidato per i blucerchiati che respingono il Milan a -3: i punti sono 41. Scaligeri sempre penultimi a quota 16. Giampaolo deve fare a meno di Ramirez squalificato e dà spazio a Caprari come trequartista alle spalle della coppia d’attacco Zapata-Quagliarella. Pecchia risponde con il 4-4-2, dove il reparto offensivo è affidato a Petković e Kean.
 
Occasionissima doriana al 17’: Caprari evita Nicolas con un cross, Quagliarella colpisce di testa a botta sicura ma l’intervento in extremis di Vuković manda la palla sul palo. Il portiere scaligero poi sbaglia un rinvio ma rimedia alla grande su Zapata. I padroni di casa fanno possesso palla, ma il ritmo è troppo basso per creare veri pericoli. Prima dell’intervallo, proteste blucerchiate per un contatto in area del Verona tra Valoti e Quagliarella, Pairetto lascia correre.
 
In avvio di ripresa, lampo Samp: il solito Caprari si libera sulla sinistra e serve Barreto che di testa fa secco Nicolas (50’). Ci prova anche Zapata scattato sul filo del fuorigioco, ma il suo pallonetto è alto di poco. All’85’ c’è il raddoppio di Quagliarella su rigore, concesso da Pairetto per fallo di Valori su Kownacki: per l’attaccante napoletano fanno diciassette reti in campionato. 
 
Torino-Udinese 2-0
I granata si issano a 36 punti, staccando proprio i bianconeri friulani che rimangono a quota 33. Con Mazzarri in tribuna per squalifica, sulla panchina granata c'è Frustalupi; il tridente d’attacco prevede Iago Falque, Belotti e Niang. Oddo risponde con Maxi Lopez e Lasagna in avanti. 

Al 5’, traversa di Iago Falque direttamente su punizione. Al 9’, su corner Burdisso colpisce di testa e solo Lasagna sulla linea di porta impedisce la capitolazione bianconera. Al 17’, Var protagonista: l’Udinese va in rete con Barak su azione confusa seguita a una traversa di Lasagna, ma l’arbitro Abisso annulla dopo almeno 3’ per un precedente fuorigioco di Maxi Lopez sul cross di Widmer (posizione apparsa ininfluente, anche se l’argentino si era sbarazzato di Burdisso con un strattone). Valido invece il gol granata al 32’: corner da destra di Iago Falque, N’Koulou stacca bene sul primo palo e lascia immobile Bizzarri. Niang sfiora il palo con un tiro a girare. All’ultimo minuto della prima frazione, Bizzarri deve sventare su Belotti e Niang. Nel recupero, è il “friulano” Behrami a non trovare la porta di testa su invito di Jankto.
 
Nella ripresa, il gol di Belotti che torna a segnare dopo un digiuno che datava dal 16 dicembre (rete contro il Napoli): in stile Bobo Vieri, il Gallo parte in contropiede, scarta Nuytinck, resiste a Samir e batte Bizzarri con un diagonale di destro (66’). Il ritmo del match resta su ritmi compassati e i granata portano a casa il risultato.

Chievo-Genoa 0-1
Nei numeri la crisi del Chievo, che non vince dal 25 novembre e nelle ultime 10 partite ha raccolto la miseria di due pareggi: la classifica non è ancora da allarme rosso, ma il +5 sulla Spal terz’ultima è tutt’altro che rassicurante (Maran a rischio?). Sulle ali di Diego Laxalt avanza invece spedito verso la salvezza il Genoa (27 punti), che Ballardini ha ‘risistemato’ alla grande. 

Gara bloccatissima nel primo tempo, davvero brutto e privo di emozioni. Sterile il possesso palla dei gialloblù, che non trovano ritmo né occasioni degne di nota (un tiro di Bastien lontano dallo specchio e nulla più). Fanno poco anche gli ospiti, l’unico brivido (si fa per dire) lo regala Pandev che al 35’ insacca di sinistro sotto la traversa ma Gavillucci, su pronta segnalazione del guardalinee Passeri, annulla per fuorigioco (netto) dello stesso macedone senza nemmeno ricorrere al Var. Prima dell’intervallo, il Grifone perde Galabinov per infortunio: dentro Lapadula. 

Ripresa. Ci prova ancora Bastien su invito di Giaccherini: Perin blocca a terra (50’). Maran cerca di scuotere i suoi inserendo Castro (per Giaccherini, a corto di condizione) e Pellissier (per uno spento Inglese). La mossa non produce però alcun risultato, sono anzi i rossoblù a sfiorare il vantaggio all’81’ con Laxalt, che in tuffo aereo manca di un niente la deviazione vincente. Ma il miracolo, cinque minuti dopo, lo compie il portiere di casa Sorrentino che nega a Goran Pandev, liberatosi ottimamente di due avversari, una rete praticamente fatta. Il Chievo barcolla e alla fine cade (91’): sugli sviluppi di una rimessa laterale, la palla schizza al limite dell’area dove Laxalt (nettamente il migliore dei suoi) trova con una rasoiata di sinistro il gol partita. Colpo meritato della squadra di Ballardini (+10 sul terz’ultimo posto) e settimana a tinte forti per l’esterno uruguaiano, che dopo aver firmato lunedì scorso all’Olimpico l’impresa in casa Lazio, affonda anche il Chievo al Bentegodi.   
 
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