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SPORT

Al Massimino gli etnei travolgono 4-1 i giallorossi. Chiuso il discorso scudetto

La Roma crolla a Catania

In chiave Europa League, vittorie di Parma e Torino. Stasera il derby di Milano 

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di Mauro Caputi Lo scudetto è della Juventus. Il verdetto arriva da Catania, dove la Roma crolla 4-1 contro gli etnei. Il distacco resta di 8 punti, con i giallorossi che non possono colmare il divario nelle due partite ancora da giocare.

Al 'Massimino' la squadra di Garcia si presenta decisamente scarica (in settimana il tecnico aveva alzato bandiera bianca facendo i complimenti alla Juventus).

I rossazzurri sono volitivi, ma il loro compito è agevolato da una difesa (Maicon, Romagnoli, Castan, Dodò) poco reattiva e da un centrocampo (De Rossi a parte) che non aiuta. Apre le marcature al 26' Izco su un'azione di contropiede spinta da Leto che rifinisce di tacco. Raddoppio al 34' sempre con Izco che sfrutta una sponda di Bergessio. Stavolta la reazione della Roma si concretizza subito (37') con Totti che si trova tutto solo a centroarea a finalizzare la sponda di testa di Florenzi.

Prima dell'intervallo Frison è bravo su Gervinho magnificamente lanciato da Totti. La ripresa comincia con la Roma che prende il comando delle operazioni e Bergessio (55') che punisce i giallorossi riprendendo troppo facilmente un siluro di Leto contenuto a stento da De Sanctis. Sotto di due gol i giallorossi tirano i remi in barca. Il Catania capisce che è una grande giornata, è attento e sfrutta le opportunità. Al 79' Barrientos esplode uno splendido sinistro da fuori che si insacca a fil di palo. Game over. La Juve, senza bisogno di giocare il posticipo contro l'Atalanta, vince il terzo scudetto consecutivo dell'era Conte.

Il successo etneo riaccende e rimescola la lotta per non retrocedere. Il Catania sorpassa il Livorno e si porta a tre punti dal Bologna e due dal Sassuolo (che giocherà martedì a Firenze). Inguaiato anche il Chievo, sconfitto in casa dal Torino. Ma vediamo il dettaglio delle partite.

Al Friuli serve il pallottoliere. Udinese-Livorno finisce 5-3 con un primo tempo record (per la serie A) da sette gol. Apre lo score Paulinho (13') che pennella una splendida punizione alle spalle di Scuffet. Subito dopo Di Natale dalle stalle alle stelle nel giro di pochi secondi: Totò si fa respingere in corner da Anania un rigore (trattenuta di Coda a Domizzi) e sul calcio d'angolo seguente (19') si ritrova tutto solo appostato sul secondo palo a siglare il pareggio. Due soli minuti dopo Badu mette la freccia e sorpassa dopo un contropiede che Fernandes aveva mancato di finalizzare. I labronici riagganciano il risultato al 29', ancora con Paulinho, ancora su punizione (15 gol in campionato per la punta). Anche se questa volta Scuffet si arrende a causa di una deviazione in barriera. Finale di frazione di chiara marca friulana. Al 33' Pereyra conclude un ottimo scambio con Di Natale e Silva. Al 44' Silva insacca dopo un perfetto contropiede. Al 45' secondo centro giornaliero per Di Natale che si ritrova solo davanti al portiere. Secondo tempo, come è ovvio, a ritmi bassissimi. Lo score si arricchisce col gol di Mesbah che, all'88', mette dentro dopo l'incursione di Belfodil.

Il Bologna fa 0-0 in casa del Genoa e mette un mattoncino nella corsa salvezza. Partita a tratti soporifera. I padroni di casa non hanno più nulla da chiedere al campionato, fra i felsinei domina la paura di perdere. Da segnalare un'opportunità per il Genoa nel primo tempo (Curci chiude bene su Antonelli da due passi) e due per il Bologna nella ripresa (Bianchi a lato da ottima posizione e Paponi che impegna severamente Perin nel finale).
 
Fra il desiderio d'Europa del Torino e quello di salvezza del Chievo trionfa la volontà dei granata. Al 'Bentegodi' la squadra di Ventura passa 1-0 in virtù di un autogol di sardo (deviazione sugli sviluppi di un corner) al 54'. Successo meritato perché il Torino ha condotto le operazioni con la giusta proprietà di chi deve inseguire il risultato. Cerci e Immobile seminano spesso il panico, Kurtic, nel primo tempo, sbaglia l'occasione del vantaggio. Trovato il gol, il compito dei granata è stato agevolato dalla follia di Pellissier che (66') si prende un'ammonizione e protesta sguaiatamente all'indirizzo del direttore di gara: l'arbitro Celi si spazientisce e tira fuori il rosso. Meggiorini manca il raddoppio a tu per tu con Agazzi, ma il prodotto non cambia. Al triplice fischio, i granata salgono sul charter che li riporta subito a Torino per assistere alla commemorazione del 'Grande Torino' scomparso 65 anni fa nella tragedia di Superga.

In coda la classifica recita Livorno 25, Catania 26, Sassuolo 28 (come detto con una partita in meno), Bologna 29, Chievo 30. L'altra situazione da definire riguarda l'Europa League. Sicura la Fiorentina, da stabilire le due squadre che accompagneranno i viola.

Il Parma propone la sua candidatura superando 2-0 la Sampdoria al 'Tardini'. Gli emiliani, con Biabiany, Amauri e Cassano, trovano subito il gol (8') con Cassano che subentra dopo che Parolo era incespicanto sul pallone. Poco dopo Acquah ha l'occasione del raddoppio, ma Fiorillo gli dice no. I blucerchiati non si dannano l'anima per cercare il pari, tuttavia la chance arriva lo stesso: punizione di Gabbiadini, leggera deviazione della barriera, palo. Ripresa a scartamento ridotto. Schelotto manca il raddoppio entrando di un soffio in ritardo su una palla vagante. L'italoargentino si rifà al 90' mettendo il piede sul diagonale di Molinaro.

In serata il derby della 'Madunina' deciderà delle residue speranze del Milan di agguantare la zone Europa League. Zona che riguarda anche l'Inter, che però guarda allo sprint finale con un vantaggio per ora rassicurante.
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