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ITALIA

Sicilia

Caltanissetta, corruzione: arrestato l'imprenditore Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia

Avrebbe provato a corrompere esponenti delle forze dell'ordine per avere notizie riservate su indagini della Direzione distrettuale antimafia

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Con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione la Squadra mobile di Caltanissetta ha arrestato l'ex Presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale. In manette anche altre cinque persone. un altro indagato è stato colpito dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico per la durata di 1 anno.

Antonello Montante è stato fermato all'alba di oggi a Milano. Montante si divideva tra Caltanissetta, Roma e Milano dove ha degli interessi economici. Ci sono anche due poliziotti, un carabiniere e un finanziere tra le sei persone arrestate all'alba di oggi nell'ambito dell'indagine che ha portato ai domiciliari Montante. È il colonnello dei Carabinieri Giuseppe D'Agata, l'ex capocentro della Dia arrestato oggi; ai domiciliari anche un ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, diventato responsabile della sicurezza di Montante; un sostituto commissario in servizio prima alla questura di Palermo poi alla prefettura di Milano e un ex Comandante della Guardia di finanza di Palermo. Sono tutti agli arresti domiciliari. Così come un imprenditore, Massimo Romano. L'inchiesta è coordinata dai pm Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, dall'aggiunto Gabriele Paci, guidati dal procuratore capo Amedeo Bertone.

A seguito di una complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico; nonché più delitti di corruzione. Secondo la Procura nissena, Montante, per anni ritenuto paladino dell'antimafia, avrebbe fatto parte di una vera e propria rete di 'spionaggio' con lo scopo di avere notizie sulle indagini della magistratura a suo carico.

Come emerge dalle indagini, coordinate dalla Dda di Caltanissetta, l'ex Presidente degli industriali siciliani avrebbe provato a corrompere anche esponenti delle forze dell'ordine per avere notizie riservate su indagini della Direzione distrettuale antimafia. Due anni fa Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti legami con esponenti mafiosi.

Ecco l'atto di accusa della Procura nell'inchiesta per concorso esterno a carico di Montante: "Per avere concorso nelle attività dell'associazione mafiosa mettendo in modo continuativo a disposizione in particolare di Vincenzo e Paolino Arnone (consigliere e reggente della famiglia mafiosa di Serradifalco, ndr) la propria attività imprenditoriale consentendo al clan di ottenere l'affidamento di lavori e commesse anche a scapito di altri imprenditori, nonché assunzioni di persone segnalate dagli stessi, ricevendone in cambio il sostegno per il conseguimento di incarichi all'interno di enti e associazioni di categoria, la garanzia in ordine allo svolgimento della sua attività imprenditoriale in condizioni di tranquillità, senza ricevere richieste di estorsioni e senza il timore di possibili ripercussioni negative per l'incolumità propria e dei beni aziendali, nonché analoghe garanzie per attività riconducibili a suoi familiari e a terzi a lui legati da stretti rapporti".

Quando i PM scoprirono il suo archivio segreto
Un vero e proprio archivio, sia cartaceo che elettronico, su cui conservava tutto, dai telegrammi, alle email, sms, i regali fatti, contributi concessi, fotografie con ministri, politici, capi della polizia. Ecco quanto trovato dagli inquirenti nel 2016 nell'abitazione di Antonello Montante, l'ex Presidente degli industriali siciliani arrestato all'alba di oggi per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell'ordine, nel corso di una perquisizione a a casa dell'imprenditore che era stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Un vero e proprio archivio segreto nascosto, diviso in cartelle di colore diverso e cd-rom custoditi in un vero proprio bunker allestito dietro una parete segreta della sua stanza da letto. Nella stanza era stato trovato anche una sorta di memoriale di oltre mille pagine su cui gli inquirenti hanno indagato in questi due anni. Oggi l'arresto.
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