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TECH

Scandalo dati, prima multa a Facebook: 500mila sterline

In una nota, Facebook ha ammesso che avrebbe dovuto "fare di più per indagare sulle richieste di Cambridge Analytica e agire nel 2015", secondo quanto rimarcato dalla responsabile della privacy Erin Egan

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Prima multa a Facebook per lo scandalo di Cambridge Analytica che ha violato i dati di 87 milioni di utenti del social media nel mondo. Secondo l'Information Commissioner's Office (Ico), l'authority britannica sulla privacy e i dati, Facebook ha violato la legge non tutelando gli utenti e per questo gli è stata inflitta una multa da 500.000 sterline, la massima prevista nel Regno Unito per questo tipo di infrazioni. L'Ico,che tradizionalmente non divulga le sue conclusioni, ha detto di averlo fatto per sollecitare l'interesse dell'opinione pubblica su questa materia, annunciando la sua decisione dopo la mezzanotte a Londra. La conclusioni dell'Ico saranno di interesse anche per le autorità statunitensi che stanno indagando sullo stesso scandalo: l'Fbi, la Federal Trade Commission (Ftc) e la Security and Exchange Commission (Sec).


In una nota, Facebook ha ammesso che avrebbe dovuto "fare di più per indagare sulle richieste di Cambridge Analytica e agire nel 2015", secondo quanto rimarcato dalla responsabile della privacy Erin Egan. "Abbiamo lavorato a stretto contatto con l'Ico nell'ambito dell'indagine su Cambridge Analytica - ha sottolineato la Egan - così come con le altre autorita' Usa e di altri paesi". Secondo Elizabeth Denham, il commissario Ico, Facebook avrebbe dovuto spiegare agli utenti perché  sono stati presi di mira da particolari spot o messaggi elettorali. "Da parte di Facebook è mancata la sufficiente trasparenza che consentisse agli utenti di capire come e perché siano stati presi di mira da un partito politico o da una campagna", ha scritto la Denham. Cambridge Analytica ha utilizzato i dati per influenzare elezioni in alcuni Paesi a partire dalla presidenziali Usa nel 2016. Cambridge Analytica ha negato che i dati ottenuti senza il consenso degli utenti Facebook siano stati utilizzati per favorire la campagna elettorale di Donald Trump.
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