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EUROPA

Camera e Senato, il confronto dei numeri nei parlamenti Ue

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Attualmente la Camera dei deputati, con 630 eletti, è tra le 'Camere basse' in Europa quella in cui siede il numero maggiore di deputati. Ad oggi, infatti, solo il Bundestag tedesco ha un numero maggiore di eletti, pari a 709, così come la Camera dei Comuni del Regno Unito, con 650 componenti. Con l'approvazione definitiva della riforma costituzionale che riduce dagli attuali 630 a 400 totali i deputati italiani, la Camera dei deputati si allinea alle altre analoghe istituzioni elettive europee, restando tuttavia sempre tra quelle con un numero più alto di eletti.

È quanto risulta da un raffronto con i numeri degli altri parlamenti dell'Ue, elaborato dal servizio studi di Montecitorio. Confronto più complicato per quel che riguarda il Senato italiano con le 'Camere Alte' degli altri paesi europei. Non solo perché diversi stati membri non hanno una struttura bicamerale, ma anche perché laddove è presente la 'Camera Alta', in alcuni casi questa non viene eletta direttamente dai cittadini. Con il taglio di 115 senatori (si passa dagli attuali 315 a 200 complessivi), contenuto nella riforma costituzionale che ha incassato l'ultimo via libera, la 'Camera Alta' italiana si allinea alle analoghe istituzioni europee. 

Camera dei Deputati e 'Camere basse' in Europa
In Italia i 630 attuali deputati sono tutti eletti direttamente dai cittadini. La riforma costituzionale approvata in via definitiva li riduce a 400. In Europa sono poche le Camere Basse con un così elevato numero di eletti. Va però considerato il numero della popolazione e di abitanti per deputato eletto, non sempre corrispondente in quanto alcuni Paesi Ue sono meno popolosi dell'Italia. In un quadro decrescente, e dato per assodato il taglio dei deputati italiani, al gradino più alto del podio si attesta la Germania, con 709 eletti al Bundestag. Va però ricordato che il Bundestag ha un numero variabile di eletti, con un numero minimo tassativo di 598 componenti. Al secondo posto figura la Camera dei Comuni del Regno Unito, con 650 componenti; segue la Francia, con 577 membri, anche se è all'esame una riforma per ridurne il numero a 404. Anche la Polonia ha una Camera Bassa con un numero alto di eletti, pari a 460. A scendere, seguono Spagna e Svezia, con rispettivamente 350 e 349 eletti. Poco sotto figura la Romania, con 329 componenti. Infine, vanno elencate le Camere Basse di Grecia (300 componenti), Bulgaria (240 membri), Portogallo (230), Repubblica Ceca e Finlandia (200), Ungheria (199), Paesi Bassi (150), Irlanda (158), Danimarca (179). La Camera Bassa con meno membri risulta essere il Lussemburgo con 60 deputati. Ma, appunto, va fatto il raffronto con il numero complessivo della popolazione.

Senato della Repubblica e 'Camere alte' in Europa
Discorso a parte va fatto per le Camere Alte. La maggioranza dei paesi dell'Unione Europea infatti (15 su 28) non hanno una seconda Camera. Tra i 12 paesi dell'Unione europea, oltre l'Italia, che hanno una seconda Camera (Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia e Spagna), solo in 4 i membri sono eletti direttamente dai cittadini (Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Spagna). In Spagna, peraltro, una parte dei membri (58 su 266) sono designati dalle Comunità Autonome. Inoltre, le funzioni assegnate alle Camere alte sono diversamente modulate rispetto alle Camere basse, a seconda dei rispettivi ordinamenti. Non è dunque possibile fare un raffronto preciso.

La riforma costituzionale riduce i senatori in Italia dagli attuali 315 a 200 totali. In Germania il numero 'limitato' di componenti del Bundesrat - attualmente 69 membri - è funzionale alla natura di quell'organo, che l'articolo 51 della Legge fondamentale tedesca prevede sia composto da membri dei governi dei Lander, che li nominano e li revocano. All'estremo opposto in termini di numeri è la House of Lords - attualmente composta da 792 membri - la quale risponde a logiche di rappresentatività di tutt'altra natura. Nel Regno Unito non vige infatti un limite numerico per la nomina dei Lords, la quale è a vita, da parte della Corona, su indicazione del Primo ministro. Vi sono poi Lords di diritto, esponenti della Chiesa anglicana. E siedono ancora Lords per diritto ereditario, i quali sono 'ad esaurimento' da quando è stata abolita la trasmissione ereditaria del seggio, con l'House of Lords Act del 1999. In Francia il Senato è elettivo di secondo grado ed è composto da 348 senatori, eletti da un collegio di più di 160.000 'grandi elettori' (costituito per lo più dai delegati dei Consigli municipali) e si rinnova per metà ogni tre anni. Esso assicura, prevede l'articolo 24 della Costituzione, la rappresentanza delle collettività territoriali della Repubblica. La riforma in discussione in Francia prevede una riduzione del numero dei senatori a 244. In Spagna il Senato è una Camera prevalentemente elettiva diretta. I senatori spagnoli sono, in maggior parte, eletti a suffragio universale diretto mentre per una minore parte sono membri designati dai Parlamenti delle diciassette Comunità autonome. Si ha dunque una composizione 'mista', elettiva diretta ed elettiva indiretta o di secondo grado. Il numero di senatori designati può risultare variabile. Dei 266 senatori dell'attuale legislatura, 208 sono stati eletti direttamente dal popolo a suffragio universale, 58 sono stati designati dai Parlamenti delle 17 Comunità Autonome.
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