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SPETTACOLO

Chiusa la 71a edizione

Cannes, due premi all'Italia: Fonte migliore attore, sceneggiatura a Rohrwacher

Palma d'Oro al giapponese Kore-eda con "Shoplifters"

I due italiani premiati
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Il film giapponese "Shoplifters" diretto da Hirokazu Kore-eda ha vinto la Palma d'Oro alla 71a edizione del Festival di Cannes. Questo il verdetto della giuria internazionale, presieduta dall'attrice Cate Blanchett. Il film racconta la storia di una famiglia di taccheggiatori che adottano un orfano.

Grande successo per il cinema italiano che ottiene due premi: il migliore attore è Marcello Fonte per "Dogman", diretto da Matteo Garrone, mentre il premio per la migliore sceneggiatura va Alice Rohrwacher per "Lazzaro felice", ex aequo con l'iraniano "3 Faces", scritto da Jafar Panahi e Nader Saeivar.

Fonte ha ricevuto il premio da un vulcanico Roberto Benigni per il ruolo di un uomo che gestisce un negozio periferico di toelettatura per cani e sprofonda in una spirale di violenza dopo essere stato tradito da un bullo di quartiere. Fonte, attore dilettante che ha conquistato tutti per la sua grande interpretazione, ha ringraziato per il premio, emozionatissimo: "Da piccolo, quando ero a casa mia e pioveva sopra le lamiere - ha detto al pubblico del festival - chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire gli applausi. Ora ci siete voi e mi sembra come di stare a casa. Mi sento a casa mia qui, con la mia famiglia che è il cinema, che siete voi. Ringrazio anche - ha detto ancora - Matteo che ha avuto il coraggio di scegliermi".

"Ringrazio il festival di Cannes di avermi permesso di mostrare il film. Ringrazio anche la incredibile giuria e la sua presidentessa. Poi ringrazio chi ha creduto in questa sceneggiatura così bislacca e ci ha preso seriamente come i bambini prendono seriamente i giochi". Lo ha detto salendo sul palco Alice Rohrwacher nel ricevere il premio per la miglior sceneggiatura per un film-favola su un giovane innocente sfruttato dagli altri, in una fattoria lontana dal mondo e poi in una città moderna. Il premio è stato diviso con "3 Faces", tre ritratti di donne nell'Iran di oggi del regista dissidente a cui è proibito lavorare nel proprio Paese (Orso d'oro a Berlino nel 2015 per 'Taxi Teheran'). 



Gli altri riconoscimenti sono stati così attribuiti:

Gran Premio della Giuria all'americano "BlacKkKlansman", per la regia di Spike Lee. E' la storia vera di un poliziotto afro-americano e del suo compagno, che si è infiltrato nel Ku Klux Klan nel 1978, con Adam Driver e John David Washington.

Premio della Giuria a "Capharnaüm", diretto dalla libanese Nadine Labaki. Nell'inferno mediorientale, narra la vicenda di un bambino che si ribella alla vita che cercano di imporgli. 

Palma d'Oro speciale, una novità di questa edizione, a Jean-Luc Godard per "Le livre d'image". Film in cinque parti, evoca in particolare la guerra e il mondo arabo, attraverso un collage di immagini (di reportorio e fiction) e suoni con citazioni e aforismi, spesso letti dallo stesso cineasta 87enne, padre della Nouvelle Vague.

Premio per la migliore attrice a Samal Yeslyamova per "Ayka", diretto dal kazako Sergey Dvortsevoy. Si racconta il ritratto di un giovane rifugiato kirghiso senza documenti spinto all'estremo per sopravvivere a Mosca. L'attrice è stata premiata da Asia Argento, che in precedenza ha dichiarato di essere stata violentata dall'ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein, che "non sarà mai più il benvenuto qui". Argento ha detto che aveva 21 anni quando è stata stuprata da Weinstein nella sua stanza d'albergo nel 1997. "Era seduto in mezzo a voi ... Ma la cosa è cambiata, non ti permetteremo di farla franca". 

Premio per la migliore regia al polacco Pawel Pawlikowski per "Cold War": un amore tormentato tra un musicista e una cantante e ballerina nel mezzo della Guerra fredda tra Polonia e Parigi, in bianco e nero. Dal regista di "Ida", Oscar come miglior film straniero nel 2015. 

Il riconoscimento per la migliore opera prima, "Caméra d'Or", va al belga "Girl", diretto da Lukas Dhont, presentato nella sezione "Un certain regard".

Il premio Fipresci della critica internazionale va al coreano "Burning" di Lee Chang-dong. 
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