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ITALIA

Frascati

Casa popolare al candidato Dessì. Di Maio: se tutto vero non può stare nel M5S

La replica in una diretta Facebook: La legge non mi consente di pagare di più. Il comune di Frascati: assegnazione regolare

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"Sulla questione Dessì, io sono il capo politico del movimento e il mio dovere è tutelare il movimento. Abbiamo avviato tutti gli accertamenti stamattina, ringrazio i giornalisti che hanno fatto gli approfondimenti. Se dovesse essere vero quello che sta emergendo, allora non avremo nessun problema a dire che queste persone non possono stare nel movimento, quindi dateci il tempo di fare gli accertamenti".

Lo ha detto Luigi Di Maio, candidato premier del M5S, a margine di un evento ad Acireale, a Catania.

La diretta Facebook di Dessì
"Ora basta, adesso parlo io! Stasera diretta Facebook alle 17". Dopo l'annuncio di queste nuove comunicazioni, la diretta si è svolta ed il candidato al Senato ha svolto la propria difesa. 

Voglio - ha detto Dessì - che il garante, il capo politico e gli organi di controllo" del M5S "abbiano chiara la mia situazione: non frequentavo nessun clan Spada, frequentavo un pugile campione del mondo che si chiama Domenico Spada, che è ancora oggi una persona che combatte e rappresenta l'Italia nel mondo". 

"Il video in cui litigavo con dei ragazzi romeni era pubblico da anni. Non volevo menare quella persona, è capitato. Queste cose sono uscite dopo la presentazione della lista del M5s, non è un caso. È stato tirati tutto fuori ad arte per colpire il partito che rappresento. Mi scuso di quel gesto". 

Sulla casa Dessì si difende: "Ho chiesto di pagare una cifra più congrua, più alta ho provato a pagare fino a 200 euro al mese ma la legge non me lo ha permesso e mi sono stati rigettati. La storia di questa casa nasce nel 1943 quando col bombardamento a Frascati la mia famiglia perse tutto. Mia nonna rimase l fino al 1987 dove morì. Dopo una vertenza la casa venne data a me, mia madre e mio cugino nel 1999. Io non ho rubato nulla", aggiunge.



Le accuse contro il candidato al senato
Il candidato al Senato per i 5 stelle, Emanuele Dessì era già finito nel mirino per il video in cui balla con un esponente della famiglia Spada e per un post in cui raccontava di aver picchiato un ragazzo romeno. Dessì, secondo quanto svelato da 'Piazza pulita', abita in una casa popolare di proprietà dell'Ater pagando 7,75 euro al mese. Una casa che avrebbe ricevuto in affitto dal comune di Frascati dove Dessì vive e dove per due anni ha fatto pure il consigliere comunale, pagando un canone irrisorio pari a 93 euro all'anno. Secondo quanto si apprende, in precedenza era stata sottolineata l'impossibilità di ritirare quella candidatura a liste ormai depositate. A meno che il diretto interessato si ritiri. 

Il Comune di Frascati: assegnazione regolare
"L'assegnazione della casa a Emanuele Dessì è regolare e non risulta moroso". Lo precisa il comune di Frascati a proposito dell'abitazione assegnata al candidato al senato di M5S.  "Per completezza di informazioni, lo stesso Dessì si era reso disponibile ad aumentare il valore del  canone mensile corrisposto ma ciò non è stato possibile perché il Canone è correlato al reddito dichiarato", precisa la nota del comune di Frascati. "Dalle verifiche svolte risulta che il signor Emanuele Dessì è in possesso di regolare assegnazione fin dal 1989 e non risulta moroso", si legge nella nota del Comune di Frascati. L'amministrazione comunale inoltre precisa che "ha da tempo avviato un'azione di controllo, attraverso gli uffici dei Servizi Sociali, per verificare la posizione degli assegnatari degli immobili Erp. L'iniziativa mira a verificare se sussistano situazioni irregolari. Nel caso verrà posto rimedio". In particolare, secondo quanto rilanciato ieri dalla trasmissione Piazzapulita, a Dessì è applicato un canone di 7,775 euro al mese.
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