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POLITICA

"Il Viminale è aperto a tutti"

Caso Cucchi. Salvini: "Lo Stato chiederà scusa con i fatti"

In un'intervista il ministro dell'Interno replica a Ilaria Cucchi: ""Sono ministro da quattro mesi e non posso rispondere di ciò che è accaduto anni fa"

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Un botta e risposta tra Matteo Salvini e Ilaria Cucchi che continua a distanza. Dopo la svolta nel processo che vede indagati cinque carabinieri con l'accusa di omidicio preterintenzionale per la morte di Stefano Cucchi, la sorella Ilaria aveva chiesto a quanti in questi anni avevano in qualche modo offeso la famiglia e lo stesso Stefano di chiedere scusa. Tra questi ha indicato anche Matteo Salvini, attualmente vicepremier e ministro dell'Interno, per alcune dichiarazioni fatte in passato in merito alla vicenda. A questa richiesta Salvini ha replicato invitando la famiglia Cucchi al Viminale, ma la risposta di Ilaria Cucchi è stata la stessa: le scuse, innanzitutto. 

"Sono ministro da quattro mesi e non posso rispondere di ciò che è accaduto anni fa. Se qualcuno in divisa sbaglia, paga come e più degli altri perché ruba la fiducia anche ai cittadini. Non condivido però la criminalizzazione di tantissimi uomini delle forze dell'ordine, chiamati assassini, sbirri e delinquenti".

Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in un'intervista all'Unione Sarda risponde sa una domanda sul caso di Stefano Cucchi. "Il Viminale è aperto a tutti", ha ribadito il ministro, "in primis a chi ha subito un lutto o un torto. La sorella, la famiglia, i parenti e gli amici sono i benvenuti. Se lo Stato ha sbagliato chiederà scusa nei fatti punendo i colpevoli e risarcendo i colpiti".
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