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MONDO

Humphrey: "La smentita fatta da Pechino? Bugie"

Caso cartoline di Natale realizzate da detenuti. Ministero esteri cinese: "E' una farsa"

I bigliettini venduti dalla britannica Tesco che ha sospeso collaborazione con fornitori della  Zhejiang Yunguang Printing

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La Cina ha negato oggi le accuse secondo le quali prigionieri stranieri sono usati per il lavoro forzato, dopo che una bambina a Londra ha scoperto un messaggio in un biglietto di Natale al supermarket Tesco da parte di presunti detenuti della prigione di Shanghai Qingqpu.

Ministero esteri cinese: "Una farsa"
Una "farsa". Così il ministero degli esteri cinese ha liquidato la richiesta d'aiuto che un gruppo di detenuti nel carcere di Qingpu ha affidato alle cartoline di natale vendute nella catena britannica Tesco. "La prigione di Shanghai non ospita detenuti stranieri sottoposti a lavori forzati", ha dichiarato il Portavoce Geng Shuang. Anche l'azienda che fornisce i bigliettini a Tesco, la Zhejiang Yunguang Printing, ha negato di aver utilizzato detenuti stranieri ai lavori forzati. "Mai fatti una cosa del genere", ha dichiarato il Portavoce alla Bbc.

Humphrey: "La smentita fatta da Pechino? Bugie"
Il giornalista britannico Peter Humphrey, a firma del quale è uscito l'articolo del Sunday Times che ha raccontato il caso delle cartoline di Natale di Tesco che sarebbero state realizzate con lavori forzati dei detenuti di una prigione cinese, ha bollato come "bugie" la smentita fatta oggi da Pechino. "È il genere di risposta che ci si deve attendere dal governo cinese" ed "è prevedibile perchè" quando si tratta di diritti umani "filtrano solo bugie", ha dichiarato il giornalista, contattato da Afp.

Humphrey era stato arrestato mentre lavorava in Cina come investigatore privato per il gigante farmaceutico GlaxoSmithKline. È stato in detenzione per due anni, prima di essere liberato nel 2015. Parlando con Afp, il reporter ha detto che quando ha visto il messaggio ha "subito saputo dentro di sé che era vero" perchè ha "riconosciuto la scrittura"; spiega però di non volere rivelare l'identità del mittente, per paura di ritorsioni.

Humphrey aggiunge il lavoro in questa prigione cinese in teoria non è obbligatorio e precisa che lui non ha lavorato; il carcere, però, recentemente avrebbe vietato alle famiglie di inviare soldi ai detenuti, costringendoli così ad accettare questo lavoro remunerato pagato fra 10 e 12 sterline al mese (fra 12 e 14 euro). Il giornalista britannico ha aggiunto che non attribuisce responsabilità alla catena di supermercati Tesco, che distribuisce le cartoline di Natale in questione e che da quando è emerso il caso le ha ritirate dalla vendita interrompendo i rapporti con il fornitore cinese, perché secondo lui è "impossibile in Cina per un'impresa identificare realmente chi si trovi alla base della catena".
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