Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/caso-regeni-inquirenti-egitto-nuovi-elementi-probatori-15b06ec3-8353-42cb-8b08-5eccbc3eb539.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Vertice tra Procure

Caso Regeni, da inquirenti Egitto nuovi elementi probatori

Verbali e documenti sono stati consegnati oggi ai magistrati della Procura di Roma che stanno investigando sulla morte del ricercatore friulano. Il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo, Ahmad Abu Zaid ha confermato l'attenzione dell'Egitto a "identificare i responsabili dell'omicidio del ricercatore"

Condividi
"Verbali e documenti contenenti nuovi elementi probatori" sono stati consegnati oggi dal team investigativo egiziano ai magistrati della Procura di Roma, in trasferta al Cairo, che indagano sul sequestro, sulle torture e sulla morte del ricercatore friulano Giulio Regeni. È quanto viene spiegato in un comunicato redatto al termine dell'incontro tra il Procuratore Generale della Repubblica Araba d'Egitto Nabil Sadek, il Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco.

Il vertice tra i due uffici giudiziari è servito anche per fare "un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori della società incaricata del recupero dei video della metropolitana del Cairo", dove Giulio fu visto per l'ultima volta (25 gennaio 2016). Nella nota congiunta, poi, si spiega anche che "i magistrati italiani hanno illustrato una articolata e attenta ricostruzione dei fatti effettuata dalla polizia giudiziaria italiana, sulla base degli atti sin qui consegnati dall'Egitto in via rogatoriale, da ultimo in data 14 agosto scorso" e che "la Procura generale egiziana, ricevuta una copia dell'informativa, proseguirà le indagini sulla base delle ipotesi investigative formulate dai due uffici".

Nei giorni scorsi atti dell'inchiesta sono stati consegnati dalle autorità egiziane tramite l'ambasciatore italiano al legale della famiglia Regeni. L'incontro tra Procure, il primo dopo quello del 16 e 17 maggio, è stato annunciato dal ministro degli Interni, Marco Minniti, nel corso dell'incontro svolto al Cairo lo scorso 17 dicembre con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. 

Governo Egitto: ripristino rapporti non chiude caso
Il ripristino dei rapporti diplomatici tra l'Italia e l'Egitto non significa una chiusura definitiva del caso Regeni. Lo ha dichiarato, intervenendo in un programma televisivo del canale Extranews, il portavoce del ministero degli Esteri del Cairo, Ahmad Abu Zaid. Il rappresentante del governo di Al Sisi ha sottolineato che "il ritorno degli ambasciatori è un segnale del miglioramento delle relazioni tra i due Paesi ma il superamento della crisi legata al caso del ricercatore italiano Giulio Regeni non vuol dire la definitiva conclusione delle indagini". Abu Zaid ha confermato inoltre l'attenzione dell'Egitto a "identificare i responsabili dell'omicidio del ricercatore" ricordando la "totale trasparenza" nella collaborazione tra le due magistrature.
Condividi