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ITALIA

Brescia

​Caso Yara, il Pg: Bossetti calunniò collega, aggravante 6 mesi isolamento diurno

Yara, il Pg: confermare ergastolo per Bossetti. 'L'ha uccisa per motivi che solo lui può dire'

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Il sostituto Procuratore generale di Brescia, Marco Martani, ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Massimo Bossetti per l'omicidio "pluriaggravato" di Yara Gambirasio, che è stata uccisa "per motivi che solo" l'imputato "sa e potrebbe dire se volesse confessare".

Inoltre,  per il Pg, Bossetti non è solo colpevole dell'omicidio di Yara Gambirasio, ma ha commesso anche il reato di calunnia puntando il dito contro un ex collega e per questo "in parziale riforma" della sentenza di primo grado "deve essere condannato all'ergastolo con la pena accessoria dell'isolamento diurno di sei mesi".

Questa la richiesta che è arrivata al termine della requisitoria del Pg, rappresentante dell'accusa nel processo iniziato oggi davanti ai giudici della Corte d'assise d'appello.

Assolto in primo grado dal reato di calunnia, secondo il Pg le parole di Bossetti hanno "leso gli interessi della giustizia, ma soprattutto di una persona che è stata ingiustamente accusata e che ha subito ripercussioni, un danno". Per l'accusa Bossetti "non è meritevole delle generiche solo perché è incensurato o per la sua condotta antecedente o successiva. Qui siamo di fronte a un delitto terribile", un omicidio pluriaggravato. "Incolpare un altro ha fatto girare a vuoto la macchina della giustizia, questo non è un comportamento neutro e per questo non c'è spazio per riconoscere le attenuanti", chiosa il procuratore generale al termine della discussione durata circa 5 ore.

Alla fine del suo intervento, il Pg ha anche spiegato alla Corte di aver fatto acquisire fotografie satellitari del campo di Chignolo d'Isola (Bergamo), "acquisite a suo tempo dalla polizia giudiziaria e non ritenute rilevanti". La difesa di Bossetti, infatti, tra le nuove 'carte' aveva prodotto fotografie satellitari di quel campo.

La replica dei legali di Bossetti
"Non c'è nessuna analisi che porta a Ignoto 1 che rispetta tutti i parametri della comunità scientifica". È questo il messaggio che l'avvocato Claudio Salvagni, che difende Massimo Bossetti con il collega Paolo Camporini, tiene a lanciare al termine della prima udienza del processo a carico del muratore di Mapello, condannato in primo grado all'ergastolo per la morte di Yara Gambirasio. "Le regole si rispettano, dice il Pg Martani - ha aggiunto Salvagni - e noi pretendiamo che si rispettino anche per quanto riguarda le prove scientifiche".

La difesa ha depositato in udienza anche un parere pro veritate del genetista britannico Peter Gill che, a detta dei legali, "ha mostrato le stesse perplessità" sulla prova del Dna che inchioderebbe Bossetti "dei nostri consulenti". "Dopo il parere di Gill il Pg ha fatto un'invenzione di marcia - ha chiosato Salvagni - e la traccia biologica che prima era perfetta adesso è diventata degradata. Prima si diceva che era sperma ora è sangue...".

"Siamo di fronte alla fantascienza processuale - ha spiegato il collega Camporini - ma sorprende che nessuno abbia speso una parola sulla nostra richiesta principale, che è la richiesta di perizia sul Dna. Abbiamo la traccia di Ignoto 1, abbiamo Bossetti, facciamo la comparazione". "Il processo è sul Dna - conclude Salvagni - se non ci danno la possibilità di difenderci, cosa lo facciamo a fare? Diamo a Bossetti l'ergastolo, magari con sei mesi di isolamento diurno, e andiamo tutti a casa", conclude.
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