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CULTURA

Roma

Cercando le forme dell'anima

Inaugurata la mostra all'Istituto Cervantes di 109 opere di 14 artisti spagnoli

Paula Noya, mostra "Las formas del alma"
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Inaugurata a Roma, nella Sala Dalí dell’Instituto Cervantes, la mostra "Las formas del alma" (Le forme dell'anima), a cura di Susana Blas.

La collettiva comprende 109 opere -  pittura, scultura, fotografia, video e installazioni - realizzate tra il 2010 e il 2016 da quattordici artisti spagnoli che affrontano  il concetto di anima: Chechu Álava, María Bueno, Soledad Córdoba, Antonio Fernández Alvira, Santiago Lara, Mireya Martín Larumbe, Vicky Méndiz, Mapi Rivera, José Luis Serzo, Paula Noya, Yolanda Tabanera, SUSO33, Marina Vargas e Juan Zamora.
 
Filo conduttore di questa rassegna dal grande impatto visivo è la spiritualità e i diversi modi di rappresentarla in rapporto alla natura, all’uomo e alla quotidianità, lasciando che il visitatore si abbandoni ai ricordi, alle intuizioni, alle visioni e ai simbolismi che le opere evocano.

L’esposizione parte dalla mostra «Il Bosco Interiore» ideata come conversazione collettiva e atemporale assieme alla scrittrice mistica Teresa de Ávila (1515-1582), già presentata nel 2015 alla Sala Juana Francés di Saragozza e che per questa occasione è stata ulteriormente ampliata. "Le forme dell'anima" si articola in tre aree di confine nelle quali convivono la spiritualità quotidiana (luce, calma, poesia del momento), i rituali di iniziazione (buio, azione, rinascita) e le visioni oniriche (sogni, spirali, immaginazioni), elementi che vogliono generare nel visitatore un’esperienza emozionale che si impone sulle risposte intellettualizzate.

La funzione di questo intreccio collettivo è quella di una guida di viaggio, durante la quale, ogni opera, ogni dettaglio contiene la totalità della mostra. «Ogni opera d’arte va intesa non solo come qualcosa che ci è stato consegnato ma anche come una certa manipolazione dell’ineffabile».

La spiritualità va oltre gli opposti risultando sempre contraddittoria: questa esposizione vuole farsi strada attraverso il profondo e il periferico, attraverso l’immenso e l’esiguo, attraverso il non verbale, la solitudine. Centrandosi sulla delicatezza dei dettagli e sull’incertezza dell’amore.

La rassegna si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20, fino al 30 marzo.
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