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SCIENZA

Spazio

Charlie Duke, il veterano dell'Apollo 16: "Che errore interrompere le missioni verso la Luna"

Il decimo uomo a mettere piede sul nostro satellite: "Avevamo appena iniziato l'attività di ricerca e esplorazione. Costruirvi una base scientifica rappresenterebbe una grande opportunità". Incontrando gli studenti dice: è importante studiare duramente per poter cogliere le occasioni

L'astronauta Charlie Duke a Roma (foto di Andrea Bettini)
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di Andrea BettiniRoma "Era un luogo incontaminato e ovunque andassi sapevo che nessuno era mai stato là prima, quindi era da brividi". Charlie Duke racconta la sua grande avventura e nella sua voce si avverte l'emozione anche se da quei giorni dell'aprile 1972 sono ormai passati 43 anni. È uno dei dodici eletti, le uniche persone nella storia dell'umanità che hanno camminato sulla Luna. Lui e i suoi compagni delle missioni Apollo hanno ispirato un'intera generazione e non è un'esagerazione considerarli tra i grandi esploratori, da Cristoforo Colombo a Roald Amundsen. Nel corso dei secoli la frontiera si è spostata sempre più in là e gli astronauti della Nasa l'hanno portata fin sulla Luna.

Il pilota del Modulo Lunare dell'Apollo 16 oggi è un 80enne sorridente e pieno di energia, che continua a girare il mondo per incontrare i giovani. A Roma, nell'auditorium dell'istituto comprensivo Sinopoli-Ferrini, ha incontrato alcune classi delle scuole elementari e medie, raccontando aneddoti e mostrando filmati d'epoca. Il messaggio, spiega, è semplice: è importante studiare duramente e prepararsi per qualunque eventualità. Parola di un ragazzo del 1935 cresciuto quando le missioni spaziali non esistevano nemmeno, ma capace con tanto impegno di cogliere le opportunità che gli ha offerto la vita.

Signor Duke, lei è stato il decimo uomo a mettere piede sulla Luna. Si può dire che le missioni Apollo sono state una delle più grandi avventure nella storia dell’umanità?
Credo che sia una buona definizione. È stata una grande avventura di esplorazione e penso che anche tra un migliaio di anni sarà una delle cose ricordate della nostra epoca.
 
Come ricorda la Luna?
Era un deserto senza vita, senza atmosfera, ma con una bellezza particolare. Era incontaminato e ovunque andassi sapevo che nessuno era mai stato là prima, quindi era da brividi. Come colore era in gran parte grigio, con forti contrasti fra l'oscurità dello spazio e la luminosità della superificie esposta al sole.
 
Secondo alcuni, come l’ex astronauta Eugene Cernan, per la Nasa è stato un errore interrompere le missioni verso la Luna. Lei cosa ne pensa?
Sono d’accordo. Avevamo tutto l’equipaggiamento e la tecnologia necessari per le ultime tre missioni programmate. L’indirizzo politico però è cambiato e si è deciso di cancellarle. A mio avviso è stato un grande errore perché avevamo appena iniziato l’attività di ricerca e esplorazione sulla Luna.
 
Perché secondo lei dovremmo tornare lassù?
Credo che costruirvi una base scientifica rappresenterebbe una grande opportunità. Abbiamo già una base scientifica in orbita e si potrebbe fare lo stesso sulla Luna. In alcune aree poi si trovano minerali, come degli isotopi di elio, che potrebbero essere molto utili per la produzione di energia sulla Terra, quindi ci sono molti buoni motivi per andarci.
 
Negli ultimi giorni alcune voci provenienti dalla Russia affermano che Mosca sta pensando di mandare dei cosmonauti sul nostro satellite nel 2029. Secondo lei è possibile?
Sì, hanno un buon programma spaziale. Non avevo sentito questo voci, ma so che i cinesi sperano di andare sulla Luna. Noi statunitensi abbiamo una navicella spaziale chiamata “Orion” che sarà varata nel giro di pochi anni e che potrà volare nello spazio profondo ma niente che possa andare sulla Luna, quindi dobbiamo sviluppare qualcosa in questa direzione.
 
A proposito invece di Marte, la Nasa afferma che a metà degli anni ’30 potremmo arrivarci. Lei cosa ne pensa?
Credo che sia possibile. Ciò che è necessario è una decisione politica da parte del governo. Abbiamo le tecnologie per farlo, possiamo sviluppare i sistemi necessari per una missione di lunga durata verso Marte e poi per il ritorno sulla Terra. Ciò che vorrei dire è: "Andate su Marte prima possibile".
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